PRIVILEGIO CONFERMATO Il diritto di veto della Ferrari è un privilegio che la scuderia di Maranello ha ottenuto in nome della sua storia e del suo peso nel mondo della Formula 1, presente fin dal 1980 quando è stato stilato per la prima volta il Patto della Concordia. Durante il periodo di discussione del nuovo regolamento che entrerà in vigore a partire dal 2021 - e di conseguenza del nuovo Patto - si è parlato anche della possibilità di eliminare questa esclusiva detenuta dal Cavallino Rampante, che permette al team italiano di avere il potere di bloccare delle novità regolamentari che non approva. La Ferrari si è ovviamente battuta per mantenerlo e i vertici della F1, già alle prese con i dubbi sul futuro nel Circus di Renault e Mercedes, hanno preferito evitare lo scontro frontale con la squadra più importante del Mondiale, assecondandone la volontà.

DIRITTO FONDAMENTALE L'amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, ha spiegato al Financial Times perché la Ferrari ha insistito per mantenere il diritto di veto: "Abbiamo mantenuto il diritto di veto ed è fondamentale non solo per la Ferrari, ma anche per la F1. Lo useremo mai? Ne dubito - ha aggiunto - ma il solo fatto di averlo penso che attiri l'attenzione della gente. È qualcosa che penso sia importante. Alcuni team pensano che sia anacronistico e che non dovrebbe esserci, ma d'altra parte alcuni pensano che sia una buona idea avere un 'adulto nella stanza'".

F1, GP Abu Dhabi 2019: Charles Leclerc (Ferrari)

USATO RARAMENTE L'ultima volta che la Ferrari ha usato il diritto di veto è stato nel 2015, quando si è opposta alla proposta avanzata dalla FIA di porre un tetto al prezzo dei motori forniti dai motoristi alle squadre clienti. Successivamente, il team di Maranello si è limitato a esprimere il proprio disappunto verso l'adozione di più parti standardizzati.

È SOLO L'INIZIO Camilleri ha poi tenuto a sottolineare che il nuovo Patto della Concordia e il nuovo regolamento allo stato attuale siano solo un punto di partenza, ancora tutto da modellare: "Il Patto della Concordia è davvero un inizio, ma non è nemmeno la fine dell'inizio. Le cose dovranno evolversi nei prossimi mesi, ma tutti concordano sui principi di base e questo è salutare. Ci sono ancora molte cose da fare. La chiave è garantire che la F1 rimanga sempre al vertice del motorsport e che ci sia spazio sufficiente per la creatività e l'innovazione tecnologica, che storicamente è stata il motore della F1. Un anno fa c'è stata una spinta verso la standardizzazione delle parti, ma ciò è stato diluito in modo significativo, il che è positivo".


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