Pubblicato il 15/05/20

OCCASIONE MANCATA Una buona fetta di tifosi della Ferrari ci sperava: con l'addio a Sebastian Vettel e l'evidente decisione da parte del team di puntare su Charles Leclerc come prima guida per le prossime stagioni, il volante rimasto libero sarebbe potuto finire nelle mani di Antonio Giovinazzi. Il pilota di Martina Franca, reduce dalla sua prima stagione completa di F1, è stato membro della Ferrari Driver Academy nonché terzo pilota del team di Maranello e dunque conosce bene l'ambiente. A 25 anni, però, la sua esperienza ai massimi livelli del motorsport è ancora limitata e questo ha pesato sulla decisione presa dalla Ferrari.

ANTONIO RIMANDATO A far luce sulla questione è stato il team principal Mattia Binotto, intervenuto ai microfoni di Sky Sport: ''Antonio è un ragazzo che rispetto molto. L'anno scorso ha fatto la sua prima stagione in F1, quindi penso che andare in Ferrari dopo un anno sia troppo una responsabiltià. Contiamo sul suo sviluppo e ovviamente lo aiuteremo in quello. Fa parte dei nostri piani, ma deve ancora raccogliere esperienza in F1''. Giovinazzi, che al termine di un 2019 tra luci e ombre ha ottenuto il rinnovo di contratto per un anno con l'Alfa Romeo, viene dunque rimandato più che bocciato.

Mattia Binotto, Charles Leclerc e Sebastian Vettel - Scuderia Ferrari

VINCE IL VIVAIO RED BULL La decisione della Ferrari di ingaggiare Sainz e non Giovinazzi è stata commentata da un ex pilota che conosce bene il team di Maranello, il finlandese Mika Salo. Il sostituto dell'infortunato Michael Schumacher nella stagione 1999 ha dichiarato a proposito della poca esperienza dell'italiano: ''Ecco perché hanno preso Sainz, questa è l'unica ragione. Ma bisogna chiedersi perché hanno un programma per giovani piloti se poi non prendono i piloti da lì. Giovinazzi ha spinto Kimi, ma niente di più. Stava aspettando un posto in Ferrari, quindi è un po' strano, ma Sainz farà bene il suo lavoro''. Nella vicenda, in effetti, emerge come a Maranello abbiano deciso di investire su un prodotto del vivaio Red Bull piuttosto che su uno dei piloti seguiti dal proprio programma di sviluppo. Se escludiamo la parentesi del tandem formato da Luca Badoer e Giancarlo Fisichella, sostituti dell'infortunato Felipe Massa nella seconda metà del 2009, è dal lontano 1992 che un pilota italiano non viene ingaggiato come titolare dalla Scuderia Ferrari. In quell'anno fu Ivan Capelli ad avere questo onore, anche se ebbe la sfortuna di trovarsi tra le mani la peggior Rossa degli ultimi 30 anni.

LA MINACCIA INDYCAR Poche settimane fa, aveva fatto scalpore la dichiarazione di Binotto relativa a una possibile fuga della Ferrari in un'altra categoria, nel caso in cui le regole sul budget cap da introdurre a partire dal 2021 non avessero soddisfatto le richieste del Cavallino Rampante. Uno dei motivi portati avanti dal team principal era che, con un taglio troppo netto delle spese consentite, la Ferrari si sarebbe trovata costretta a licenziare parte del personale. Binotto è tornato sull'argomento, ribadendo i concetti ma con toni meno minacciosi, senza fare accenni diretti a un'uscita dalla F1: ''Come Ferrari, sentiamo una forte responsabilità sociale nei confronti dei nostri dipendenti e ci preoccupiamo per il loro futuro, motivo per cui stiamo anche cercando altre alternative oltre alla F1, come la IndyCar per esempio''.


TAGS: ferrari f1 giovinazzi binotto indycar