Pubblicato il 07/04/20

SITUAZIONE CALENDARIO Le prime otto gare del mondiale di Formula 1 2020 sono state rinviate a data da destinarsi o direttamente cancellate, come accaduto con il Gp di Monaco. L’emergenza coronavirus ci porterà a breve anche la notizia del rinvio del Gran Premio del Canada, fissato per il prossimo 14 giugno e adesso chiaramente in forte dubbio visto la natura “cittadina” – con alcune strutture che vanno montate da zero già settimane prima del semaforo verde – del circuito Gilles Villeneuve di Montreal. La palla dunque passerà al Gp di Francia previsto a fine giugno e soprattutto al Gp d’Austria del 5 luglio 2020. E se i responsabili del circuito transalpino si sono mostrati dubbiosi circa la possibilità di correre al Paul Ricard, al contrario la Red Bull apre addirittura a una doppia gara a Spielberg.

Il tracciato del Red Bull Ring a Spielberg

DUE TAPPE AL RED BULL RING? La cosa certa è che, al momento, non sarebbe saggio escludere alcuna ipotesi sul possibile calendario 2020. Neppure quella, proposta quasi a mo’ di provocazione da Stuart Pierce, il direttore della pista di Silverstone, che ha persino proposto una gara sul layout inverso della storica pista inglese. Il consulente di casa Red Bull, Helmut Marko, non è arrivato a tanto, ma ha comunque confermato la disponibilità dell’impianto della Stiria a organizzare anche una doppia gara di Formula 1, nel caso in cui ci fosse la necessità di “riempire” il calendario iridato. “Dobbiamo aspettare e vedere come andranno le cose – ha spiegato l’ex pilota austriaco a Motorsport-Magazinma c’è la possibilità di farlo perché abbiamo un sistema e un circuito già pronto all’uso. È solo una questione di negoziazioni con Liberty Media, ma dipenderà anche da come evolveranno le cose nel resto d’Europa”.

F1, GP Austria 2018: Helmut Marko (Red Bull)

LIMITAZIONI VIAGGI Al di là della situazione in Austria – che è comunque uno dei Paesi meno colpiti del Vecchio continente – uno dei grandi problemi potrebbe essere infatti relativo alle limitazioni a viaggiare da altri Stati europei e non: “Non siamo da soli nel mondo e, anche se possiamo organizzare la gara senza problemi, questo non risolve le restrizioni nei movimenti che prevedono come nessuno possa entrare in Austria senza osservare il periodo di quarantena obbligatoria. La situazione qui è generalmente migliore, ma al momento non possiamo né fare promesse né rifiutare la possibilità di correre. Il vantaggio del Red Bull Ring è comunque che abbiamo una macchina organizzativa che può partire dall’oggi al domani”. E neppure il fatto che le prime gare potrebbero svolgersi proprio in luglio ma a porte chiuse, sembra creare grosse difficoltà: “Abbiamo già venduto un bel po’ di biglietti, ma prima dobbiamo capire se la gara si farà e, poi, se potrà svolgersi in presenza o in assenza di pubblico. Ma si tratta di domande ancora senza risposta”.


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