Pubblicato il 01/04/20

FRASI SENZA SENSO Nelle ultime settimane, Helmut Marko ha infilato una serie di dichiarazioni aberranti sul coronavirus. Dall'eccessivo, a suo dire, allarmismo nei confronti di quella che è stata dichiarata una pandemia all'idea di infettare apposta i piloti della Red Bull, l'austriaco ha scioccato l'ambiente della F1 con le sue frasi. Il clamore suscitato è stato tale che il quasi 77enne ha voluto rettificare il suo pensiero, svelando un retroscena che dovrebbe in parte giustificare le sue pessime uscite.

DICHIARAZIONI MANIPOLATE Le ultime dichiarazioni sull'istituzione di un ''coronavirus camp'' destinato ai piloti dell'universo Red Bull sono arrivate all'interno del programma televisivo Sport am Sonntag trasmesso dall'emittente austriaca ORF. Marko ha affidato a F1-insider.com la sua rettifica: ''Certo che non è vero. Non intendevo infettare deliberatamente nessuno. Questo è successo con tutto il lavoro di montaggio della trasmissione. Mi sembra chiaro che non mando volontariamente i miei figli in guerra''. L'ex pilota, infatti, è il responsabile del vivaio della Red Bull e tutti i talenti che abbiamo visto approdare in F1 in questi anni sono passati sotto la sua giurisdizione.

F1 2019: Helmut Marko e Pierre Gasly (Red Bull)

LA CONFESSIONE Marko ha poi spiegato cosa lo ha spinto all'idea del camp, aggiungendo il particolare privato che finora aveva sempre nascosto: ''Ovviamente devi stare attento in tempo di pandemia, ma devi anche essere in grado di vederla in prospettiva. Ho avuto il virus a febbraio: se le persone della mia età possono sopravvivere, i giovani atleti dovrebbero avere meno paura delle conseguenze. Questa era l'unica ragione per cui volevo organizzare il camp. La contaminazione deliberata non è mai stata una questione''.


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