Pubblicato il 09/07/20

SITUAZIONE INCANDESCENTE L'evidente condizione di separato in casa che sta vivendo Sebastian Vettel nel box del Cavallino Rampante scatena le ipotesi di mercato, non sempre senza fondamento. Se il weekend del GP Austria è stato l'antipasto di ciò che vedremo in questa stagione, con il tedesco protagonista di dichiarazioni forti nei confronti della Ferrari e delle prestazioni della SF1000, non è da escludere che una simile situazione non sfoci in un addio anticipato. Non una novità a Maranello, che visse qualcosa di molto simile con Alain Prost nel 1991. La separazione dal francese, reo di aver definito ''un camion'' la deludente 643 F1 di quell'anno, avvenne dopo la penultima gara in calendario.

F1 1991: Alain Prost (Ferrari) con l'ingergner Lombardi

RED BULL MENO CHIUSA Indipendentemente da quando si consumerà effettivamente l'addio di Vettel alla Ferrari, il futuro del tedesco rimane al momento alquanto misterioso. Le porte per il 2021 sembrano essere chiuse per lui, con lo scenario che lo vorrebbe alla Mercedes accanto a Lewis Hamilton che si è raffreddato e l'ipotesi Racing Point/Aston Martin al momento piuttosto improbabile. Al contrario, sono tornate al rialzo le quotazioni di un clamoroso ritorno alla Red Bull, la scuderia con cui ha vinto i suoi quattro titoli mondiali. I vertici del team austriaco hanno inizialmente sottolineato più volte che al momento non c'è posto per Vettel, ma nelle ultime settimane il tono delle dichiarazioni è andato via via cambiando, lasciando spazio a una piccola apertura verso l'attuale pilota della Ferrari.

IL RUOLO DI MATESCHITZ A cambiare l'opinione circa il possibile ritorno di Vettel è stato nientemeno che Dietrich Mateschitz, proprietario del team e co-fondatore della Red Bull, intesa come bevanda energetica. L'imprenditore austriaco non ha dimenticato che Vettel è stato il primo pilota affiliato alla Red Bull a vincere in F1, nel 2008 a Monza con la Toro Rosso, nonché il protagonista degli otto titoli mondiali (quattro piloti e quattro costruttori) conquistati dalla scuderia tra il 2010 e il 2013. Mateschitz sente un debito di riconoscenza nei confronti di Vettel per tutto questo, come riporta la testata tedesca Motorsport-Total: ''Il fatto che Vettel venga smantellato in questo modo dalla Ferrari e debba lasciare la F1 come perdente, nello scenario peggiore dopo una carriera straordinaria e unica, danneggerà anche Mateschitz. Le persone che lo conoscono, possono benissimo immaginarlo riportare a casa Vettel per dargli un dignitoso addio''.

F1 2010: Sebastian Vettel (Red Bull) con Chalerm Yoovidhya

OSTACOLO THAILANDIA Recentemente, Max Verstappen ha dichiarato di non avere problemi ad accogliere Vettel come compagno di squadra. A cedere il sedile al tedesco sarebbe ovviamente Alex Albon, pilota anglo-thailandese che quest'anno deve giocarsi le sue chance di permanenza nel team con sede a Milton Keynes. Albon, bravo e sfortunato nella gara d'esordio al Red Bull Ring, può contare su un importante appoggio: Mateschitz detiene infatti il 49% dell'azienda Red Bull, mentre il 51% è nelle mani della famiglia Yoovidhya. Questi ultimi sono gli eredi di Chaleo Yoovidhya (nella foto sopra, un giovane Vettel assieme a Chalerm, il figlio maggiore di Chaleo), il creatore della ricetta originale su cui poi è nato, grazie all'intuizione di Mateschitz, l'impero dei tori rossi. Gli Yoovidhya sono thailandesi e quindi, a meno che Albon non deluda pesantemente nelle prestazioni di quest'anno, preferirebbero mantenere il loro connazionale nella scuderia austriaca. Una soluzione potrebbe essere quella di riportare Albon in Alpha Tauri, un percorso inverso rispetto alla scorsa estate, sacrificando probabilmente Daniil Kvyat, ormai abituato a entrare e uscire dall'universo Red Bull. Si concretizzasse questo scenario, Mateschitz confermerebbe la sua fama di uomo leale verso chi ha contribuito ai suoi successi, e Vettel avrebbe modo di riscattarsi da questa parabola discendente in cui sembra ormai caduto.


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