Autore:
Andrea Minerva

LE PAGELLE I motori che hanno dato spettacolo al 7° Rally di Roma Capitale iniziano solo ora a raffreddarsi, le emozioni invece vibrano ancora forte dopo una gara entusiasmante, ricca di colpi di scena, combattuta fino all’ultima prova speciale ed esaltata dalle prestazioni strepitose di molti piloti. In cima alla lista non possiamo non collocare Giandomenico Basso (Skoda Fabia R5) che a Roma ha ottenuto la seconda vittoria della stagione, bissando quella del “Sanremo” e rilanciando così ulteriormente le proprie ambizioni tricolori. I “nostri” hanno occupato per intero il podio, grazie al secondo posto di Simone Campedelli (Ford Fiesta Evo R5), alle prese con una Ford Fiesta R5 Evo bella ma ancora acerba, e al terzo di Andrea Crugnola (Skoda Fabia R5) che a Roma ha disputato la gara della vita vincendo 13 prove speciali su 16, ma che ha pure pagato a caro prezzo una foratura costata due minuti di ritardo. Il Campionato Italiano ha vissuto anche il clamoroso ritiro di Luca Rossetti (Citroen C3 R5), uscito di strada nella giornata di sabato a causa, anche in questo caso di una foratura.

GIANDOMENICO BASSO: E pensare che fino a due settimane fa la sua partecipazione al Rally di Roma Capitale non era ancora certa, poi l’accordo con il team Metior (quello che faceva correre Craig Breen..) ed eccolo qui Basso, sul gradino più alto del podio. Al di là di una gara veloce, consistente, senza gravi macchie, a parte un “lungo” nella fase finale, il “Giando” ha saputo cogliere l’attimo vincendo la quarta prova speciale, la “dantesca” Pico-Greci, nella quale Rossetti e Crugnola incappavano in una foratura. La penalità di 1 minuto inflitta a Lukyanuk ha portato poi Basso a correre con un atteggiamento più difensivo, cosa che per sua stessa ammissione non ama molto, ma tutto è andato per il meglio fino alla fine. Nessuna esagerazione nell’affermare che questa vittoria è stata una delle più belle dell’intera carriera del “Giando” che adesso, avversari permettendo, punta dritto come un missile verso il titolo tricolore. Monolitico. VOTO: 9.5

SIMONE CAMPEDELLI: Dopo un Rally Italia Sardegna che aveva fruttato la miseria di 0,75 punti, buoni solo per gli “scarti” di fine stagione, Campedelli puntava molto sul Rally di Roma Capitale per rilanciarsi nel Campionato Italiano. Ma le buone intenzioni sono in parte state tarpate dalla necessità di far esordire in questa gara la nuova Ford Fiesta Evo R5, ultima creatura della M-Sport di Malcom Wilson. Ora, la “belva arancione” avrà probabilmente un futuro roseo, costellato di alloro e spumante, ma per il momento soffre ancora di qualche difetto di gioventù; Campedelli ha in particolare lamentato un calo del motore quando il regime di rotazione è più elevato. Insomma, è la questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma questa volta il secondo posto finale, maturato soprattutto con un ritmo decisamente in crescendo nella seconda tappa, abbiamo l’impressione che valga davvero oro. Lottatore. VOTO: 8.5

ANDREA CRUGNOLA: Non ci sono dubbi, il pilota varesino ha dominato in lungo e in largo il Rally di Roma Capitale, 13 prove speciali vinte sulle 16 complessive è un risultato che raramente capita di vedere, ma così è stato. Eppure il buon Crugnola si ritrova “solamente” terzo, è bastata infatti una foratura per mandare all’aria la gara perfetta. Ma tutto questo ci porta a considerare anche lo spirito indomito di questo pilota che nonostante abbia visto il mondo crollargli addosso, si è messo d’impegno in una rimonta che lo ha portato dal settimo fino al terzo posto, quest’ultimo tra l’altro guadagnato in una volata mozzafiato con il russo Lukyanuk. La classifica di campionato attualmente lo penalizza un po’ ma l’impressione è che Crugnola sarà in lotta fino all’ultimo per il titolo italiano. Ispirato, ispiratissimo. VOTO: 9

LUCA ROSSETTI: Eh vabbè, quest’anno al “Rocs” non ne va giusta una, o quasi. Vero che nella prima prova di questo rally aveva preso un distacco corposo dai primi, ma già da quella successiva aveva dimostrato di essere tra i più veloci. Poi arriva il momento della famigerata “Pico-Greci” e ciao ciao un’altra volta sogni di gloria: foratura, rottura del cerchio, ko. Peccato, perché la vittoria che ancora manca al binomio “Rocs-Citroen C3 R5” inizia a pesare per la classifica del campionato. Attenzione però, nelle prossime due gare Rossetti potrebbe tirare fuori il meglio, la prima è il “Friuli”, il rally di casa, la seconda è il “Due Valli” che sempre Rossetti ha vinto nelle ultime due stagioni. Non tutto è perduto, anzi. Mesto ma non battuto. VOTO: S.V.

I PILOTI DEL CIR: Ci ritagliamo un piccolo spazio per esaltare ancora una volta la prestazione “monstre” dei piloti italiani che al Rally di Roma Capitale hanno monopolizzato il podio, con il primo, il secondo e il terzo posto. Per essere obiettivi dobbiamo ricordare la repentina uscita di scena di Gryazin e la penalità di un minuto inferta a Lukyanuk, così com’è però doveroso ricordare anche la sfortunata uscita di scena di Rossetti. Ma al netto di tutto questo gli equipaggi del Cir hanno fatto davvero un “figurone” nei confronti di quelli dell’Europeo esaltando una volta di più la bellezza e la competitività della nostra serie nazionale. Grazie! 


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