Pubblicato il 08/10/20

CAPOLINEA Il serbatoio è a secco ormai da settiman e non riceverà il refill tanto auspicato. Una volta legge, il decreto Agosto non conterrà una misura che riversi altro denaro sulla piattaforma Ecobonus, nemmeno a beneficio della fascia di vetture con un tasso di emissioni CO2 compreso tra 91 e 110 g/km, quella appunto esclusa prematuramente da aiuti pubblici causa il ''saccheggio'' di risorse di settembre. Il testo è stato approvato al Senato: manca il passaggio alla Camera, ma è assai improbabile che ormai cambi qualcosa. 

IPSE DIXIT Ad aprire a una nuova tranche di incentivi era stato i giorni scorsi il viceministro all'Economia Antonio Misiani: ''C'è una valutazione in corso, è molto importante sostenere l'automotive, un settore che vale il 6% del Pil nazionale e i cui numeri - osservava Misiani - sono purtroppo ancora molto al di sotto i livelli del 2019''. Sostenere il mercato, svecchiare il parco auto circolante, ridurre lo smog: i tre assi attorno ai quali si è impostata l'intera campagna degli aiuti, e che avrebbe dovuto ispirare anche una eventuale nuova ondata di risorse. ''Il nostro parco veicolare - spiega Misiani - è molto vecchio e inquinante, accelerare il rinnovo del parco veicoli consentirebbe di ridurre l'inquinamento e i consumi, quindi accelerare la transizione energetica e una forma di sviluppo sostenibile''. Un proclama rimasto lettera morta.

Incentivi auto: nuovi fondi?

QUI INDUSTRIA La reazione delle associazioni delle Case e dei concessionari auto non si è fatta attendere: ''Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo - dichiarano a una sola voce UnraeFederauto -, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al Pil. Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito IVA, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’IPT”. Palpabile anche il beneficio ambientale: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/km), circa l'11% in meno.

LE RICHIESTE “In questa fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile'', concludono Federauto e Unrae. “Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore una adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali. Chiediamo, pertanto, al Governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l'obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico”.  


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