Pubblicato il 11/09/20

CVD Cioè ''Ci Vediamo Domani'', anzi - forse - mai più. Come volevasi dimostrare, i 100 milioni di euro stanziati dal decreto Agosto e destinati a finanziare parte dell'acquisto di veicoli benzina e diesel Euro 6 con classe di emissioni CO2 da 91 a 110 g/km sono andati bruciati in men che non si dica. Nuova campagna di incentivi auto 2020 inaugurata lo scorso 1° settembre, ma all'11 settembre la quarta casella è già in profondo rosso. Un imprevisto, o forse no...

BUON SEGNO, ANZI NO Che la domanda si sarebbe concentrata nella fascia di modelli con il grado di emissioni superiore, non è una sorpresa e basta consultare i trend di vendite: è proprio oltre i 90 g/km, infatti, che il mercato a oggi snocciola l'offerta di gran lunga più numerosa, composta da vetture diesel e benzina di piccola cilindrata, sia in versione a sola combustione interna, sia provviste di sistemi di elettrificazione (full hybrid e mild hybrid). Che il montepremi sia andato esaurito in 10 giorni, è segno che i concessionari di contratti ne hanno registrati a frotte, senz'altro più che i mesi precedenti, peraltro afflitti da una crisi senza precedenti. Ma al tempo stesso, l'illusione di comprare a saldo l'auto fino al 31 dicembre è andata disattesa.

TRAVASO? Che succede ora? Industria, rete vendita e consumatori chiedono a gran voce una nuova distribuzione di risorse, data anche l'ampia disponibilità di fondi che ancora restano in sospeso per i tre primi scaglioni. Come si evince dal numeratore in tempo reale del sito web istituzionale dedicato all'Ecobonus, ai veicoli dalle emissioni 0-60 g/km di CO2 (sostanzialmente elettriche e plug-in hybrid) sono ancora accessibili fino a fine anno oltre 200 milioni di euro (oltre 160 milioni dell'Ecobonus originario, più 40 milioni circa dal decreto Agosto): significa che ne sono stati utilizzati solo 8 milioni. Mentre anche per la fascia 61-90 g/km (in gran parte full hybrid o mild hybrid) restano pur sempre oltre 100 milioni di euro (40 milioni già assegnati). 

RESISTENZE Si attende che il Governo eventualmente si pronunci, ma le proiezioni sono incerte. Inizialmente, infatti, l'esecutivo era contrario ad ampliare lo spettro dei beneficiari. Salvo poi cedere alle pressioni, e alzare l'asticella a quota 110 g/km. Tuttavia il proposito è sempre rimasto quello di spingere il più possibile solo i modelli ad alto tasso di ecosostenibilità, nel tentativo di imprimere una svolta ad un mercato che sul fronte delle elettriche è ancora immaturo. Si vedrà in sede di conversione del decreto, ma è dura che cambi qualcosa.


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