Autore:
Lorenzo Centenari

LASCIA O RADDOPPIA? Essere o non essere, questo era il problema fino a qualche tempo fa. Fino a quando, cioè, alla guida del Gruppo era Sergio Marchionne, e per il marchio Fiat era difficile pronosticare un futuro da protagonista, né in Europa, né altrove nel mondo. Il Salone di Ginevra 2019 rimescola le carte: l'elettrica Centoventi una sorpresa inaspettata, un modello in grado non solo di generare attenzione attorno allo stand durante i giorni di esposizione, ma anche di ampliare il portafoglio prodotti a breve medio termine, e assicurare al brand - secondo la volontà del nuovo Ceo Mike Manley - la sopravvivenza anche al di fuori dell'orticello del segmento A.

RESURREZIONE ELETTRICA Già, perché Centoventi è un concept, ma un concept che anticipa un'auto di serie (di segmento B), tanto che per lei già si parla di un prezzo di listino a partire da 15.000 euro circa, e di un ingresso sul mercato non più tardi del 2021. Zero emissioni e non solo: possibile l'introduzione anche di versioni a combustione interna, quindi dai costi ancor più ridotti. Con 500 elettrica a sua volta attesa per il 2020 (il debutto alla prossima edizione del Salone di Ginevra), con Panda che avrà anch'essa un'erede, Fiat si afferma dunque come marchio che in Europa ha tutte le intenzioni di competere anche all'interno di un contesto rivoluzionato. Un mondo, cioè, dove l'elettrico assorbirà quote sempre più vaste, e le regole sulle emissioni di CO2 un punto fermo imprescindibile. Se la tabella di marcia verrà rispettata, non celebreremo un funerale, ma al contrario una gloriosa resurrezione.

DICHIARAZIONE D'INTENTI A pochi giorni dalla conclusione di Ginevra, a riaffermare le intenzioni FCA di riassegnare a Fiat un ruolo primario è il responsabile del marchio Olivier Francois. Nell'intervista rilasciata ad Avvenire, il manager francese sviscera le ragioni per le quali Fiat non solo intende percorrere la strada dell'elettrico, ma è in qualche modo costretta dall'intreccio di scenari di mercato e quadro normativo. "Continuerà a produrre auto per il pubblico di massa, tuttavia Fiat - spiega Francois - avrà anche il compito di assicurare al Gruppo il rispetto delle regole europee sulle emissioni. Non è più una scelta, oggi è un obbligo".

RICCHI E POVERI Gli investimenti necessari a rispecchiare i futuri parametri ecologici saranno ingenti. Per Francois, la soluzione consiste in una coppia di equazioni, e di altrettanti modelli chiave: "500 elettrica - sostiene - sarà ancora una citycar di stampo premium, elegante, tecnologica, dal costo che non disterà troppo da quello degli odierni allestimenti top di gamma, quindi 23-24.000 euro. Avrà un nome a parte, mentre 500 continuerà ad esistere anche con motori a combustione interna, niente ibride. Al contrario, a Fiat Centoventi toccherà la missione di portare a casa grandi volumi. Un'elettrica low cost, ma di tendenza, e dalla formula di acquisto modulabile a seconda delle proprie esigenze, con un'autonomia cioè su misura del cliente. Se riusciremo nell'intento - conclude Francois -, per noi si aprirà un mondo".


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