Autore:
Lorenzo Centenari

IN MEDIA STAT VIRTUS Accontentare le parti a metà, scontentandole così per l'altra metà. La seduta fiiume tra i ministri dell'Ambiente dei Paesi Ue ha faticosamente deliberato per il taglio alle emissioni di CO2 da parte dell'industria dell'auto nella misura del 35%. Il target dovrà essere pareggiato entro il 2030 e si riferisce ai limiti già stabiliti per la scadenza del 2021, anno per il quale la flotta di ciascuna delle Case auto dovrà rientrare entro la soglia di 95 g/km di CO2. Voto definitivo anche per i veicoli commerciali: -30% da qui al 2030.

FAVOREVOLI E CONTRARI L'intesa è il naturale compromesso tra la richiesta del Parlamento europeo, che in precedenza aveva individuato come target un taglio emissioni del 40%, e la più mite proposta del 30% da parte invece della Commissione. La quota del 35% è stata stabilita dopo che 20 Paesi si sono espressi a favore, 4 si sono dichiarati contrari, altri 4 si sono infine astenuti. Palese la divergenza di vedute tra le nazioni del Sud Europa e quelle settentrionali, gran parte delle quali sposerebbero senza indugio il prospetto formulato dalla Commissione Ambiente del Parlamento, vale a dire un taglio delle emissioni del 45%.

ULTIMO ROUND Non è in realtà finita qui: il protocollo comunitario prevede infatti ora una nuova tornata di negoziati con il Parlamento e Commissione Ue per definire il nuovo quadro normativo. Un testo che elenchi tutte le condizioni da imporre ai produttori auto, deroghe per i Costruttori di nicchia comprese. Le trattative sono già in corso: entro due mesi, l'Ue dovrà presentarsi alla conferenza Onu sul clima di Katowice con il programma completo e definitivo.

CONTENTI A METÀ Istituzioni a parte, che ne pensa l'industria dell'auto? La parola al segretario generale Acea Erik Jonnaert: "I livelli di riduzione delle emissioni di CO2 concordati ieri dagli Stati membri sono meno aggressivi di quelli votati dal Parlamento europeo la scorsa settimana, tuttavia essi rischiano ancora di avere un impatto negativo sul settore". L'associazione dei produttori europei approva il meccanismo di incentivi per veicoli a basse emissioni, ma al tempo stesso condanna un sistema basato su sanzioni ed elevate quote di vendita: "Irrealistico e negativo per il principio della neutralità tecnologica. L'Acea - afferma Jonnaert - auspica un accordo in equilibrio tra la protezione dell'ambiente, la salvaguardia dell'industria manifatturiera dell'Europa, infine un concetto di mobilità che vada incontro alle esigenze dei cittadini".


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