Autore:
Lorenzo Centenari

PER COLPA DI CHI? Solo qualche mese fa, il parco auto europeo celebrava per il sesto anno consecutivo un calo di emissioni di CO2, rinnovando il proprio patto di amicizia con l'ambiente. La performance di settore era tuttavia aggiornata all'anno 2016. Ora, l'Acea (l'Associazione europea dei costruttori) diffonde i dati riferiti al 2017 e l'entusiasmo si raffredda nuovamente. Le emissioni tornano a crescere, seppur di qualche decimale appena: +0,4%, per una media di 118 g/km di CO2 per autoveicolo.  

IL SORPASSO La ragione è presto detta: calano in misura sensibile le vendite di modelli diesel, riacquistano slancio le auto a benzina. Tanto che, per la prima volta dal 2009, il gasolio cede alla "verde" lo scettro di carburante principe d'Europa. Complice una campagna mediatica che ha pesantemente influenzato l'opinione pubblica, il mercato delle auto a benzina ha superato in termini assoluti quello dei diesel. Di riflesso, anche i valori medi di CO2 sono aumentati.

MENO CONSUMI, MENO CO2 Già, perché la quota di anidride carbonica rilasciata in atmosfera è un parametro direttamente proporzionale al tasso di consumi. Poiché i propulsori diesel sono meno energivori rispetto ai colleghi alimentati a benzina, ne consegue che le emissioni di CO2 sono inferiori. Come controprova, è sufficiente consultare un listino qualsiasi e scorrere il dito (o il mouse) fino alle voci di consumi ed emissioni. Solo un malvagio messaggero del demonio, forse il diesel non lo è.

TARGET UE A RISCHIO Qualche cifra: da un market share del 50% circa (49,9%), il gasolio ha perso in un anno oltre 5 punti percentuali (44,8%). Causa e conseguenza di una flessione drastica, le auto a benzina sono passate da una quota del 45,8% al 49,4%. L'inversione dei ruoli non è per i vertici Acea una buona notizia: "Gli odierni trend di mercato - sostiene Erik Jonnaert, segretario dell'associazione - mettono a rischio non solo i target 2030, ma anche gli obiettivi stessi che il comparto si è posto per il 2020".

E L'ELETTRICO DOV'È Con la diffusione di auto diesel che è destinata a contrarsi ulteriormente, la soluzione per arginare le emissioni medie e scongiurare sanzioni da parte dell'Unione Europea si chiama auto elettrica. Un prodotto, cioè, ancora distante dai desideri dei consumatori. "L'elettrico - afferma Jonnaert - è tuttora ostacolato da fattori come infrastrutture, costi e autonomia di esercizio. L'abbattimento della CO2 passa necessariamente dalla crescita dell'auto a batterie: è urgente rimuovere le barriere che ne impediscono lo sviluppo".


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