Autore:
Lorenzo Centenari

COLPO BASSO Già in affanno nel tentativo di rispettare i target 2021 (95 g/km), i Costruttori auto europei potrebbero presto ricevere un'altra pessima notizia. Dal Parlamento Ue, ecco la proposta di inasprire ulteriormente i limiti per le emissioni di CO2 anche rispetto agli obiettivi votati poco tempo fa. Vale a dire: contrazione delle emissioni medie (cioè prendendo in considerazione l'intera gamma) del 45% entro il 2030 (anziché del 30%) e del 20% (invece del 15%) al 2025. E vediamo come ve la caverete.

GUERRA DI NUMERI A invocare il giro di vite sono gli eurodeputati della commissione Ambiente: dopo aver votato gli emendamenti alla proposta della Commissione Europea di introdurre una riduzione delle emissioni di CO2 del 30% entro il 2030 (del 15% entro il 2025) di auto e furgoni, Bruxelles ha anche dato il via libera a una legge che impone alle Case un obiettivo di vendita di modelli ad alimentazione ibrida ed elettrica del 20% entro il 2025 e del 40% entro 2030. In caso di fallimento, ecco scattare pesanti sanzioni.

PERCORSO A OSTACOLI Nulla è in ogni caso ancora definitivo: il testo sarà esaminato dall'assemblea plenaria dell'Europarlamento ad inizio ottobre, mentre il 9 dello stesso mese si esprimeranno sull'argomento i ministri dell'Ambiente dei Paesu Ue. Sarà solo allora, che il negoziato tra le istituzioni Ue entrerà nel vivo, e che a poco a poco maturerà la la soglia effettiva del taglio alle famigerate emissioni di diossido di carbonio (detta anche anidride carbonica).

ELETTROSHOCK La lobby dei Costruttori auto non ci ha messo molto a far sentire la propria voce, affidando le sue amare considerazioni al segretario generale Acea Erik Jonnaert. "I livelli di riduzione delineati dalla commissione Ambiente sono del tutto irrealistici, poiché - lamente Jonnaert -  richiederebbero un massiccio e improvviso spostamento verso la mobilità elettrica. Cioè una forma di mobilità per la quale né il pubblico, né la rete di infrastrutture, sono ancora pronti. Senza contare l'emorragia di posti di lavoro nell'industria dovuta alla prematura transizione all'auto a zero emissioni. Mica possiamo - conclude - ficcare l'auto elettrica in gola alla gente".


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