Autore:
Lorenzo Centenari

URAGANO SERGIO Quasi un mese senza Sergio Marchionne, la portaerei FCA è ancora alla ricerca di una rotta da seguire. Agosto è per la Borsa una stagione particolare, tuttavia non passa inosservato come tutti i titoli della galassia Fiat Chrysler, ad eccezione di CNH Industrial, dalla scomparsa del boss abbiano imboccato una via pericolosa. Azioni giù, per una perdita in conto capitale di oltre 6 miliardi di euro. Un futuro tutto da costruire, ma non da inventare: il piano industriale c'è, si tratta di concretizzarlo. Forti di un traguardo storico: l'azzeramento dell'indebitamento

SEGNO MENO A Piazza Affari, in 30 giorni le azioni FCA hanno perso oltre il 12% del proprio valore (14 euro circa il prezzo di scambio). Sorte analoga per il titolo Ferrari, giù del 12%. Più contenute le perdite della holding Exor (-1,8%), mentre si salva dal contagio CNH Industrial, che al contrario in un mese guadagna il 16,3%. Da una sponda all'altra dell'Atlantico: a Wall Street FCA passa dai 19 dollari per azione agli odierni 16,3 dollari, mentre Ferrari (che il 18 settembre illustrerà il business plan quinquennale) perde a sua volta il 9%

ARIA PESANTE Pesa come un macigno la morte di Marchionne, ma a trascinare verso il basso i titoli FCA entrano in gioco altri fattori. Le minacce di dazi doganali tra Stati Uniti e Unione Europea, l'economia cinese che nicchia, l'empasse degli investori internazionali, in attesa di sapere se anche Volvo verrà quotata in Borsa. L'humus non è insomma favorevole a nessuno: Mike Manley è atteso al varco da sfide planetarie che metterebbero paura a un condottiero militare dell'antichità. Risalire la china sarà dura, ma il materiale per la scalata è di prima qualità. 


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