FCA, il dopo Marchionne non inizia bene. In un mese persi 6 miliardi
Industria

FCA, un mese senza Marchionne. In Borsa persi 6 miliardi


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7 anni fa - A Piazza Affari titoli in ribasso. Pesa la scomparsa dell'ad

A Piazza Affari titoli in ribasso. Pesa la scomparsa dell'ad, ma non solo. Ecco quali sfide attendono Mike Manley e il suo staff

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URAGANO SERGIO Quasi un mese senza Sergio Marchionne, la portaerei FCA è ancora alla ricerca di una rotta da seguire. Agosto è per la Borsa una stagione particolare, tuttavia non passa inosservato come tutti i titoli della galassia Fiat Chrysler, ad eccezione di CNH Industrial, dalla scomparsa del boss abbiano imboccato una via pericolosa. Azioni giù, per una perdita in conto capitale di oltre 6 miliardi di euro. Un futuro tutto da costruire, ma non da inventare: il piano industriale c'è, si tratta di concretizzarlo. Forti di un traguardo storico: l'azzeramento dell'indebitamento

SEGNO MENO A Piazza Affari, in 30 giorni le azioni FCA hanno perso oltre il 12% del proprio valore (14 euro circa il prezzo di scambio). Sorte analoga per il titolo Ferrari, giù del 12%. Più contenute le perdite della holding Exor (-1,8%), mentre si salva dal contagio CNH Industrial, che al contrario in un mese guadagna il 16,3%. Da una sponda all'altra dell'Atlantico: a Wall Street FCA passa dai 19 dollari per azione agli odierni 16,3 dollari, mentre Ferrari (che il 18 settembre illustrerà il business plan quinquennale) perde a sua volta il 9%

ARIA PESANTE Pesa come un macigno la morte di Marchionne, ma a trascinare verso il basso i titoli FCA entrano in gioco altri fattori. Le minacce di dazi doganali tra Stati Uniti e Unione Europea, l'economia cinese che nicchia, l'empasse degli investori internazionali, in attesa di sapere se anche Volvo verrà quotata in Borsa. L'humus non è insomma favorevole a nessuno: Mike Manley è atteso al varco da sfide planetarie che metterebbero paura a un condottiero militare dell'antichità. Risalire la china sarà dura, ma il materiale per la scalata è di prima qualità. 

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Lorenzo Centenari
Lorenzo Centenari
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.

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