Trimestrale FCA: debito azzerato, utile in calo. Rivisti i target 2018
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FCA, debito azzerato, ma utile in calo. Rivisti i target 2018


Avatar di Lorenzo Centenari , il 25/07/18

3 anni fa - Il debutto di Mike Manley nel giorno della scomparsa di Marchionne

Nel giorno della morte di Marchionne, il nuovo Ceo Mike Manley presenta i conti. Obiettivi rivisti al ribasso, e il titolo crolla

ALLA MEMORIA Dedicata all'uomo senza il quale i conti FCA non si sarebbero aggiustati. Non fino al punto di azzerare il debito, di aumentare vendite e ricavi, di restituire al Gruppo quell'appeal agli occhi degli investitori esteri senza il quale Fiat Chrysler non avrebbe un futuro certo. FCA archivia il secondo trimestre 2018 con una liquidità netta industriale (456 milioni di euro): è la prima volta da quando esiste la nuova ragione sociale. Marchionne non è in sala, ma l'applauso è tutto per lui, il monumento al quale chiunque lo succederà dovrà inginocchiarsi con rispetto.

LUCI E OMBRE Non è una trimestrale come le altre. Non la è perché Sergio Marchionne è scomparso da poche ore, perché a comunicare i risultati finanziari è il Ceo Mike Manley fresco di nomina, perché infine FCA si è finalmente liberata dalla zavorra dell'indebitamento. Aumentano del 6% le vendite globali (1.301.000 veicoli), aumenta del 4% il fatturato netto (29 miliardi di euro). Ma non sono tutte rose e fiori: l'utile netto ammonta a 754 milioni di euro, in calo del 35% rispetto al secondo trimestre 2017. Nei 6 mesi, la contrazione si limita all'1% (1,75 miliardi). Le stime per l'anno solare vengono tuttavia riviste al ribasso.

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HORIZON 2018 Se sulla distanza quinquennale al 2022 tutti i piani vengono di nuovo sottoscritti, per fine 2018 ad essere confermato è invece solo l'utile netto adjusted a quota 5 miliardi di euro. Corrette invece tutte le altre grandezze: in FCA si aspettano ricavi tra i 115 e i 118 miliardi (anziché 125 miliardi, come pronosticato a gennaio), un Ebit adjusted a 7,5-8 miliardi di euro (anziché 8,7 miliardi), una liquidità netta industriale di 3 miliardi di euro (anziché a 4 miliardi). Questo i mercati non lo gradiscono, e in Borsa il titolo sprofonda. 

RETTA IN DISCESA Non appena le notizie dei target 2018 raggiungono Piazza Affari, le azioni FCA precipitano in basso, con un calo che a fine seduta si assesta abbondantemente in doppia cifra (-15,5%), e che in precedenza imponeva anche la sospensione delle negoziazioni. Perdite più contenute per Ferrari (-2,19%), per la holding Exor (-3,49%) e per CNH Industrial (-0,27%). Vanificati in poche ore i rimbalzi di ieri, dopo che alla riapertura settimanale delle contrattazioni i titoli della galassia FCA avevano naturalmente scontato le news sull'avvicendamento ai vertici del Gruppo. Per il titolo FCA non va meglio a Wall Street (-11%), mentre sulla piazza Usa tiene Ferrari (+1%). 

JEEP SU, MASERATI GIÙ Tornando ai dati trimestrali, le buone nuove vengono dalle consegne in Nord America (+17%) e in America Latina (+14%), inoltre dalle vendite del marchio Jeep, che in Europa e Medio Oriente crescono del 73%. A penalizzare in parte le performance di Gruppo sono invece i risultati Maserati: il Tridente ha quasi dimezzato (-41%) le consegne dei propri modelli, scontando soprattutto l'impatto della riduzione dei dazi sulle importazioni in Cina, che decorrono dal 1° luglio e che hanno ritardato gli acquisti della rete e dei clienti locali. Il dopo Marchionne è ufficialmente cominciato.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 25/07/2018
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