Autore:
Marco Congiu

CYBORG, CI SIAMO QUASI Qualche settimana fa, il Wall Street Journal aveva anticipato l’ultima – lasciatemelo dire, bizzarra – idea di Elon Musk: si chiama Neuralink il sistema di interfaccia uomo-macchina sviluppato dal patron di Tesla. Si tratta, in sostanza, dell’impianto di un chip nel sistema nervoso centrale, al fine di interfacciarlo con l’ambiente circostante. Se, da un lato, è vero che questa tecnologia potrebbe aiutare chi ha problemi di lesione al midollo spinale, è altrettanto vero che diffidare di sistemi simili delle volte è altrettanto corretto.

NOBILE INTENTO Lo stesso Musk ha dichiarato i propri intenti. «Vogliamo portare qualcosa sul mercato che possa aiutare persone colpite da problemi celebrali in quattro anni di tempo», commenta il fondatore di Tesla e SpaceX, la compagnia privata di voli spaziali. Per qualcosa di concretamente utilizzabile da persone affette da disabilità, Musk ha fissato la timeline in 8-10 anni prima di ottenere un prodotto efficiente. Una volta ottenuto il materiale per gli impianti, gli umani saranno in grado di comunicare anche con i computer e le macchine che li circondano solamente formulando dei pensieri.

ANCHE PER LE AUTO Questa tecnologia, volendo, potrebbe essere benissimo applicata anche per le automobili. Tra guida autonoma e Neuralink, sembra proprio che il futuro potrebbe riservare numerose chicche davvero interessanti…


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