Autore:
Marco Congiu
Pubblicato il 06/04/2017 ore 11:47

RISPARMIO E SVILUPPO Se è vero che il cuore di un’auto è il motore, lo scheletro è dato senza dubbio dal pianale. Questa componente ha senza dubbio costi di progettazione e di sviluppo elevati, ed è naturale che una casa la utilizzi fino “all’osso” prima di pensare ad una sostituzione. In un’ottica di mantenimento dei costi, il Gruppo Volkswagen – anche a seguito di quanto avvenuto dopo il Dieselgate – ha deciso di utilizzare le stesse piattaforme per Audi e Porsche a partire dal 2025.

QUESTIONE DI DNA La notizia, che farà probabilmente storcere il naso ai puristi di entrambi i brand per i motivi più differenti, è stata ufficializzata da una nota diramata all’unisono dai marchi, i quali hanno intenzione di “plasmare la mobilità del futuro”. Da una parte abbiamo Audi, azienda che ha fatto dell’avanguardia della tecnica i propri punti di forza: primo prototipo Diesel a vincere a Le Mans, ha saputo innalzarsi a partire dagli anni ’80 a seguito dell’introduzione della trazione integrale quattro nel WRC. Dall’altra, poi, troviamo Porsche, marchio che non ha bisogno di presentazioni e che vanta una delle storie più gloriose del panorama automobilistico.

KEEP THE DISTANCE «Saremo attenti a mantenere le differente: una Porsche è una Porsche, e così sarà anche in futuro» si è apprestato a dire Oliver Blume, Amministratore Delegato di Porsche. Verranno mantenute, quindi, differenze strutturali tra i due marchi, al fine di esaltarne le peculiarità e le caratteristiche.


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