LAVORI IN CORSO Si è mossa sin qui prevalentemente sottotraccia, ma non significa non sia della partita. Alla guida autonoma, Amazon ci pensa eccome. E in ricerca, spende fiori di quattrini. La più recente iniziativa in ordine di tempo è il cospicuo investimento del colosso del commercio online nella start up Aurora, società che in tema di self-driving car è già a buon punto. Dei 530 milioni di dollari raccolti da Aurora all'ultima campagna di finanziamenti, una grossa fetta (non si conoscono le cifre esatte) giunge proprio dalle casse Amazon, oltre che dalla tech company Sequoia e altri investitori ancora. La sfida ad Apple, Google e alle altre big della tecnologia iscrittesi alla gara per la prima e più efficiente self-driving car riceve insomma un altro impulso. 

I TRE MOSCHETTIERI La scelta di Jeff Bezos di puntare su Aurora è calibrata: tutti e tre i soci fondatori hanno esperienza di ricerca in guida autonoma. Chris Urmson è il precedente Cto della divisione autonomous driving di Alphabet, la holding cui fa capo Google, e dalla quale dipende anche Waymo, il braccio armato di Big G in materia di self-driving. Sterling Anderson è invece ex uomo Tesla: suo il design di Model X. Drew Bagnell è stato infine una figura chiave nella realizzazione dell'Advanced Technology Center nientemeno che di Uber, altra testa di serie in campo di auto senza conducente. Dalla partnership tra Aurora e il team di Amazon già impegnato nello sviluppo di tecnologie di guida autonoma, a Seattle si aspettano progressi rapidi e risultati concreti.

AUTONOMOUS COMMERCE La missione è ancora in buona parte avvolta dal riserbo, ragionevole è in ogni caso aspettarsi un prodotto destinato più al trasporto commerciale che non all'utilizzo per privati. Amazon non costruirà una berlina o un Suv a guida autonoma per conto proprio, equipaggiando piuttosto i propri van della tecnologia self-driving, nell'intento di snellire la logistica e automatizzare l'intero processo di consegne a domicilio degli acquisti sulla piattaforma web. Dello scorso anno la joint venture con Toyota, così come la stessa Aurora già lavora con Volkswagen, Hyundai, la cinese Byton. Driverless car come espressione di una nuova dimensione di business, quella del mutuo soccorso tra hi-tech e industria dell'auto. Con prospettive sempre più affascinanti.


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