Alfa Romeo Giulia e Stelvio: buone opinioni, vendite giù. Perchè?
Editoriale

Il "caso" Alfa Romeo: piacciono a tutti, ma le vendite?


Avatar di Lorenzo Centenari , il 27/02/22

2 mesi fa - Per Giulia e Stelvio, riconoscimenti a raffica. Ma il mercato che dice?

Per Giulia e Stelvio, riconoscimenti a raffica in tutto il mondo. Ma sul mercato non decollano. Con Tonale la tendenza cambierà?

Un nome, una leggenda. E di leggende, noi nutriamo i nostri sogni. Ma siamo così certi di volerla poi anche guidare nel mondo reale, una leggenda? Società, competizioni, cinema: sul fascino che esercita il marchio Alfa Romeo, non si discute. Salvo poi declinare gentilmente l'offerta, non appena oggi ti viene proposto di acquistare un suo prodotto. Perché è proprio così che stanno le cose. Alfa una leggenda, fino a quando non devi cambiare l'auto.

MISS UNIVERSO I riconoscimenti che il Biscione colleziona in giro per il mondo fanno impallidire brand ancor più blasonati. Per la quinta volta negli ultimi sei anni, in Germania Alfa Romeo Giulia  ha conquistato il premio di ''Best Car 2022'' dell'autorevole rivista Auto Motor und Sport, classificandosi al primo posto nella categoria classe media/vetture d‘importazione. Un titolo che va ad aggiungersi a una bacheca che - tra gli altri - già contiene un prestigioso ''Red Dot Award'', un ''Autonis Design Award'', una straordinaria tripletta - con Giulia Qadrifoglio, GTA e Veloce - negli “Sport Auto Award” della rivista Sport Auto, inoltre il premio ''Autobild Sportscar of the Year 2021'', categoria berline e station wagon. Senza contare gli innumerevoli attestati di stima assegnatile dagli appassionati di tutti i Continenti.

SEXY SUV Ammirazione internazionale è il sentimento che suscita anche Alfa Romeo Stelvio, detentrice - giusto per citare i più recenti - del titolo 2019 ''Best Sports SUV'' assegnato da What Car? e del ''Best Car Reader's Choice Award 2018'' tra i lettori di Auto Motor und Sport. Specie in formato Quadrifoglio, non sono rari i casi di tester di lunga esperienza (un certo Jeremy Clarckson vi dice niente?) che ne hanno tessuto lodi sperticate. Ma allora perché questo anonimato sul mercato?

IN CADUTA LIBERA Perché i dati parlano oltremodo chiaro. In Italia, nel 2021 Alfa Romeo ha chiuso nuovamente il bilancio delle vendite con un passivo del -34% rispetto all'anno precedente. 11.300 immatricolazioni, alle spalle anche di Land Rover, per capirci. In tutta Europa, una performance analoga: 26.322 unità, per un calo del -27%. D'accordo l'uscita di scena di Giulietta, un modello che tuttavia già aveva un peso specifico commerciamente trascurabile - soprattutto all'estero - rispetto alle sorelle maggiori. 

SPORTELLO RECLAMI Quando un'auto, o in generale un marchio, in apparenza piace, ma non vende, le ragioni possono essere molteplici. Piace lo stile ed emoziona anche il nome, ma qualità ed affidabilità di tipo meccanico, elettrico ed elettronico non pareggiano gli standard dei competitor. Nel caso di Alfa Romeo, anche per bocca degli addetti ai lavori, i passi avanti sono tangibili. Ma forse non ancora sufficienti per scrostare gli ultimi pregiudizi, fondati o infondati essi siano?

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CARA LA MIA ALFA Oppure, la vettura non genera problemi di questo tipo, ma è comunque troppo cara per poter incrociare domanda e offerta. Più cara, almeno, delle alternative. Non è corretto proporre un parallelismo algebrico tra i listini di Giulia e di BMW Serie 3, la sua rivale per defizione. A parità di motorizzazione ed equipaggiamento, le differenze non sono in ogni caso tali da giutificare - da sole - una presa di posizione netta. Idem Stelvio nei confronti dei D-SUV tedeschi.

A PROVA DI PISTA Belle da vedere, meno da guidare? Non è affatto il caso né di Giulia, né di Stelvio, che proprio sul feeling al volante - e non solo in formato Quadrifoglio - hanno dedicato anni di sviluppo, e i cui risultati ricevono un'approvazione unanime.

TECH FACTOR Per provare a spiegare la debolezza contrattuale che oggi manifestano la berlina e il SUV nazionali, non resta che una carta: la tecnologia di bordo. Avendo indugiato per anni, in campo di infotainment Alfa sconta un gap con le avversarie. E poco importa che il restyling 2021 le abbia avvicinate a standard premium anche sotto questo aspetto: le etichette, si sa, sono dure a morire anche di fronte all'evidenza. E poco importa se il cliente tipo (che non è il neopatentato ''Z Generation''), quotidianamente, la tecnologia la sfrutta poco. Ormai, è una questione di principio.

TONALE, IL CAMBIO DI PASSO Presentando al mondo il proprio primo SUV compatto, Alfa Romeo ha insistito tanto proprio su tecnologia di bordo, connettività, funzioni inedite come il certificato NFT. Aspetto fisico e performance, quelle il pubblico - da Alfa - le dà quasi per scontate. Ma vuole di più, vuole anche - soprattutto? - un'auto digitalizzata, come digitalizzata è sempre più la nostra vita. Lo vuole da un'Alfa, lo vuole da ogni altra auto. Per quanto, in parte, sia mortificante ridurre tutto a ciò (e per quanto non sia certamente l'unica possibile chiave di lettura), Tonale sarà l'Alfa della svolta soprattutto se convinceranno l'assistente vocale Alexa, il sistema operativo Android, le funzioni governabili da smartphone. Per quelle, non si bada a spese. Dai loro quelle ''cose'', e il resto passerà in secondo piano. Sigh.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 27/02/2022
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