Autore:
La Redazione
Pubblicato il 01/01/2020 ore 10:30

HANNO LASCIATO IL SEGNO Quelli che si sono appena conclusi sono stati dieci anni importanti, anche per l’industria dell’automobile. Per iniziare il 2020 in bellezza abbiamo stilato una classifica delle dieci auto che, a nostro modo di vedere, hanno in qualche modo contribuito a cambiare questo mondo, che ci hanno costretti a cambiare punto di vista sull’auto, su come guidiamo e come ci muoviamo nel traffico di tutti i giorni. Macchine che, in un modo o nell’altro, hanno definito il decennio che ci siamo lasciati alle spalle, e che hanno gettato le basi per quello appena cominciato.

UNA LISTA PARZIALE Va da sé che, come ogni “best of” che si rispetti, ognuno di noi troverà qualcosa che manca, una scelta su cui non è d’accordo, o un modello che avrebbe voluto al posto di un altro. Fateci sapere nei commenti quali auto ci siamo dimenticati di inserire in questa lista, ma soprattutto perché avrebbero dovuto farne parte! E quindi, in ordine assolutamente sparso, ecco la nostra top ten per gli anni 2010-2019:

Dacia Duster

DACIA DUSTER 
Presentata la prima volta al Salone di Ginevra del 2010, la piccola SUV romena ha avuto il grande merito di rendere accessibile a chiunque la categoria dei SUV, in un momento storico in cui gli Sport Utility Vehicle cominciavano a dominare il mercato, ma erano sempre troppo grossi o troppo costosi. La Duster si è presentata con un prezzo a portata di tutte le tasche, con motorizzazioni intelligenti (il modello a GPL rimane uno dei più apprezzati), e dimensioni compatte che l’hanno resa perfetta per l’uso di tutti i giorni, anche in città.

Tesla Model S

TESLA MODEL S
Nel 2010 Tesla era una piccola realtà all’avanguardia che produceva la Roadster, sportiva a due posti destinata a un pubblico troppo distante dal mondo reale. Due anni più tardi è arrivata la Model S, che ha cambiato per sempre il mondo dell’auto: il nome Tesla è diventato sinonimo di auto green, e ha fatto venire voglia a tutti di guidare una macchina elettrica. Due sono state le intuizioni geniali di Elon Musk: rivolgersi a chi voleva mettersi a posto la coscienza e aveva i soldi per farlo, e portare sul mercato una macchina che fosse anche bella ed elegante, potente e scattante, capace di scardinare tutti i luoghi comuni legati alle vetture elettriche.

Nissan Leaf

NISSAN LEAF 
Figlia di una filosofia completamente opposta, la piccola Leaf è stata una delle prime auto elettriche pensate per i comuni mortali. L’autonomia di 160 km era piuttosto limitata, specialmente nei primi modelli, ma più che sufficiente per il tragitto casa ufficio. Non ha avuto lo stesso impatto mediatico di Model S, ma Nissan non ha mai dubitato della bontà della sua idea: Leaf è arrivata alla seconda generazione ed è l’auto elettrica più venduta in Italia.

Alfa Romeo Giulia

ALFA ROMEO GIULIA
Dopo anni passati nella penombra del mercato, nel 2016 il cuore sportivo degli alfisti è finalmente tornato a battere con l’entusiasmo di un tempo. Il merito è tutto della Giulia, berlina sportiva a trazione posteriore che ha riportato Alfa Romeo a vedersela con i “nemici” di un tempo, le tanto blasonate berline tedesche che gli alfisti hanno potuto finalmente smettere di guardare dal basso in alto. L’ultima tre volumi di Alfa Romeo è stata la 159, uscita di produzione nel 2011, ma occorre tornare al 1992 per trovare una macchina prodotta ad Arese con la trazione posteriore, l’Alfa Romeo 75. Quello di Giulia è stato un successo condiviso con la maxi SUV Stelvio, uscita l’anno successivo.

Nissan Juke

NISSAN JUKE
Se il settore delle berline compatte e delle due volumi è sempre più in crisi, la “colpa” è anche di macchine come la Nissan Juke, che ha di fatto inaugurato un segmento, quello delle SUV Crossover, che da anni è in continua crescita e il cui successo appare inarrestabile. Dimensioni compatte, abbondante spazio a bordo per persone e bagagli, comodità e piacere di guida solitamente riservati a macchine più vicine a terra, sensazione di sicurezza data dalla posizione di guida rialzata. Mettiamoci anche un’estetica furbamente modaiola, e il quadro è bello che completo.

Mazda 3

MAZDA 3 SKYACTIV-X
La casa giapponese non è nuova a proposte originali e all’avanguardia: come non ricordare il motore rotativo Wankel montato sulla RX-7? Senza osare tanto, Mazda ha introdotto sulla sua media (e sul crossover compatto CX-30) l’ultima versione della tecnologia Skyactiv, l’ibrido a benzina Skyactiv-X, il cui funzionamento - in alcune particolari condizioni - è simile a quello dei motori diesel gasolio, in particolare per quel che riguarda la compressione della miscela aria-carburante. La soluzione unisce il meglio dei due mondi, il risparmio del gasolio e le prestazioni della propulsione a benzina. Una rivoluzione forse meno roboante di altre, ma comunque importante, e che in tanti seguiranno nei prossimi anni.

Ford Focus

FORD FOCUS 1.0 ECOBOOST
La media tedesca è stata la prima a montare di serie il nuovo motore Ford EcoBoost 1.0, il primo tre cilindri turbo a benzina, vincitore del premio di “Motore dell’anno” nel 2012. La soluzione nasceva in un periodo in cui il downsizing - ossia la riduzione della cilindrata - sembrava l’unica soluzione ai problemi ambientali, con trovate spesso al limite: per un certo periodo di tempo lo stesso propulsore è stato montato anche sulla Mondeo, maxi-berlina da quasi cinque metri. Il motore riesce a coniugare prontezza, progressione, silenziosità e bassi consumi, con soluzioni efficaci di contrasto alle vibrazioni naturali di un tre cilindri. Il risultato? Quasi tutti i costruttori hanno, o hanno avuto, nella loro gamma, propulsori analoghi.

Range Rover Evoque

LAND ROVER RANGE ROVER EVOQUE
Come per Alfa Romeo, l’ultimo decennio ha segnato il ritorno in forma smagliante di un’altra casa storica che non stava passando il suo periodo migliore. Il successo va tutto alla Evoque, che ha debuttato nel 2011, seguita l’anno successivo dal bizzarro esperimento di una versione cabrio. La Evoque non ha inventato il concetto di SUV premium, ma con le sue linee pulite e al tempo stesso aggressive è riuscita a far girare la testa a tutti quanti, riportando la casa inglese tra le più importanti del settore.

Subaru BRZ

TOYOTA 86 / SUBARU BRZ
Non c’è dubbio che quello appena concluso sia stato il decennio dei SUV e delle crossover. Meno male che c’è stato anche spazio per le auto sportive, nel senso più letterale del termine. Senza costare una fortuna, le due gemelle di Toyota e Subaru condensano in poco più di quattro metri quello che un pilota non esiterebbe a definire “puro divertimento”: trazione posteriore, baricentro bassissimo, 200 CV per 1.200 kg di peso. Si può desiderare di più?

Porsche 918 Spyder

PORSCHE 918 SPYDER
L’ingresso dell’elettronica nelle super sportive è stato sempre visto con timore, e un po’ di aristocratico snobismo, dagli appassionati della velocità. Poi sono arrivate la McLaren P1, la Ferrari LaFerrari e la Porsche 918 Spyder a dimostrare che i due mondi potevano convivere alla grande, prendendo il meglio dei due mondi senza rinunciare al brivido delle prestazioni senza compromessi. Tutt’e tre le hypercar appena citate hanno contribuito in qualche modo all’elettrificazione delle sportive, ma la 918 è l’unica in grado di muoversi per una trentina di km senza dover consumare una goccia di benzina.


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