Pubblicato il 20/12/2019 ore 18:37

EMOZIONI… DIGITALI La Tesla Model X, è una macchina che ritengo tutt'ora originale e rivoluzionaria - anche se a breve compirà cinque anni - e come lo è stata prima di lei la Model S, come lo sarà il “mostruoso” Cybertruck in arrivo tra poco. Chapeau a Elon Musk, personaggio controverso ma, a mio avviso, geniale. Lo si ama o lo si odia, esattamente come le sue auto elettriche e ultraconnesse. Per quanto mi riguarda, con la crossover della Casa americana non è stato amore a prima vista, ma la curiosità era tanta perché suscita in me sensazioni molto contrastanti. Per questo torno subito al mio incontro con l'americana a elettroni e devo ammettere che ancora oggi ha uno stile che mi piace.

Tesla Model X Long Range: la firma luminosa dei fari full LED

STILE UNICO E SEMPRE ATTUALE Il design è esclusivo - se passa in strada mi volto a guardarla - mi riferisco alla sua sagoma nel complesso, così aerodinamica e levigata nei suoi 503 cm di lunghezza, per questo non passa mai di moda. Ci sono spunti ancora oggi ad effetto wow! come le porte “Falcon Wings” la cui apertura ad ali di falco (ça va sans dire) fa girare lo sguardo a grandi e piccini, compreso il sottoscritto. La sorpresa resta in modalità ON appena metto piede in abitacolo. Sarà la luminosità a bordo grazie al parabrezza che si allunga fin sopra il tetto, saranno i display ad alta risoluzione o la disponibilità di spazio così generosa, ma tutte le volte (o quasi) resto a bocca aperta. Questa Model X ha i rivestimenti in pelle bianca con finiture nere (optional, 1.600 euro), che creano un gioco di contrasto davvero efficace: molto chic, ma minimal.

Tesla Model X LOng Range: l'abitacolo elegante e tecnologico

LA QUALITÀ SI TOCCA CON MANO Poi, la percezione di qualità si tocca con mano (alla faccia dei pregiudizi sulle macchine americane tutte “plasticose”), il silenzio dei motori elettrici non mi fa sentire uno scricchiolio e le dita sfiorano solo rivestimenti soffici su quasi ogni parte dell’abitacolo. La crossover americana ha sei posti – è un’opzione da 7.000/sette-mila-euro! – e regala un senso di business class senza paragoni. Davanti, in mezzo e dietro c’è spazio per tutti, le portiere Falcon Wings hanno un doppio snodo per dividersi quando si alzano e sollevarsi così tanto (in assenza di ostacoli) che posso restare in piedi dentro l’auto prima di sedermi. La regolazione elettrica delle poltroncine permette di trovare una postura comoda e l’assenza di organi meccanici “ingombranti” offre più volume ai passeggeri, ma anche ai bagagli. Nel complesso ci sono 2.189 litri, di cui 187 litri del pozzetto sotto il cofano anteriore e dove posso riporre un paio di valigie morbide, dettaglio da non sottovalutare poiché il programma è proprio quello di fare un viaggio con la famiglia.

Tesla Model X Long Range: i sedili rivestiti in pelle

AUTONOMIA EXTRA… LONG Quale occasione migliore per mettere alla prova la resistenza delle batterie da 100 kWh di questa Model X Long Range? Un viaggio che sarà anche una piccola sfida, poiché fino al ritorno non potrò rifornire gli accumulatori, ma il road book mi conforta, penso di rimanere ben sotto i 507 km dichiarati nel ciclo combinato WLTP. Per questo, appena in redazione, mi concentro di più sui sistemi di assistenza e sui gadget per comfort e piacere di guida, perché ho bisogno di un ripasso approfondito. Sono tutti richiamabili attraverso il mega touchscreen a centro plancia, che è un marchio di fabbrica di Tesla. Misura 17” ed è a colori, ad alta risoluzione.

Tesla Model X Long Range: business class per 6 passeggeri

MILLE FUNZIONI DA IMPARARE Tutte le volte che ho a che fare con questo dispositivo, inizialmente resto un po’ intimidito, chi non lo sarebbe? Posso fare tutto sfiorandolo, ma avrei bisogno di un tutorial per ricordare le funzioni nel loro complesso. Ne imparo una e ne dimentico un’altra subito dopo, colpa mia. Da qui si possono regolare il climatizzatore, i sistemi di assistenza alla guida, l’infotainment, il navigatore Google Earth e i videogiochi, comprese le puzzette virtuali (si, avete capito bene: videogiochi e puzzette… guardate la prova in video). Dopo avere consumato un pomeriggio per imparare le funzioni di base mi sento più sicuro e posso mettermi alla guida della Model X. La batteria è al massimo, ma voglio capire se posso fidarmi di lei e della sua autonomia. Spero di essermi lasciato alle spalle l’ansia da percorrenza di tutte le elettriche che ho guidato fino a oggi.

GRANDE COME UN ELEFANTE AGILE COME UN GATTO Mi butto nel traffico, dal centro città (le ZTL mi fanno un baffo…), riesco a prendere un buon ritmo verso aree più periferiche e mi stupisce la dinamica della vettura. Come si guida un pachiderma da 2.533 chili nel traffico? Diciamo che bisogna prendere le distanze da quanto ci sta intorno, ma è questione di poco e la Model X diventa più amichevole. I due motori elettrici muovono la grande crossover con apparente semplicità: lo scatto da fermo è a dir poco fulmineo – ricordo che lo zero-cento è coperto in 4,6 secondi. La sensazione mozzafiato, qua, è avvertibile e la schiena si attacca al sedile, pensateci un attimo, parlo di un’auto da 2,5 tonnellate. La trazione (4WD) è straordinaria e non ci sono perdite di aderenza, la Model X non sgomma!

Tesla Model X Long Range: in viaggio fuori dalla città

CONSUMA TANTO SE NON LA RISPARMI Non vado oltre, mi rimetto nel traffico e do un’occhiata allo schermo che mi indica il raggio d’azione della vettura prima del rifornimento. Ho consumato molta energia, che è diminuita di pari passo con quanto ho schiacciato sull’acceleratore e non ho risparmiato la crossover in questo primo approccio. Ma ne valeva la pena. Il navigatore individua la strada per la colonnina Supercharger Tesla più vicina, che è appena fuori città, non devo fare altro che seguire le indicazioni e mi attacco, avido di elettroni. Lo sportellino è dietro il fanale posteriore sinistro, ci vuole un attimo per collegare il cavo. Con questa soluzione, la più veloce, può bastare meno di un’ora per tornare al 100%. Calcolatrice alla mano, l’autonomia in città è di 330 km, non così lontano da quanto avevo pensato.

COME SI CARICA E QUANTI KM FACCIO? Visto che ci siamo, faccio un breve memorandum su modi e tempi di ricarica partendo dalla base: la macchina ha un connettore a bordo di Tipo 2 e ci sono tutti gli adattatori necessari per collegarla, dalla semplice presa di rete (quella del garage a 230V) fino agli attacchi monofase e trifase di tipo industriale, che sopportano carichi maggiori e riducono i tempi di attesa. Vi porto qualche esempio semplice per capire. Con la presa di rete da 2,3 kW, rigenerate la batteria di 10 km per ogni ora. Con l’attacco monofase (quello azzurro) a 7,4 kW, si ricaricano 31 km in un’ora (secondo me la giusta via di mezzo per stare tranquilli). Se avete la possibilità di connettervi con una trifase (quelle rosse), passate da 11 kW/46 km ogni ora di ricarica, fino a 16,5 kW/70 km per ora. Posto un prezzo medio di 0,24 euro/kW, il conto è presto fatto. Vi servono circa 24 euro per caricare i 100 kW della Model X. Ho preferito semplificare lo schema in questo modo, so perfettamente che ci sono fasce orarie e prezzi differenti, ma la ritengo una piccola “jungla” poco adatta per essere spiegata ora.

Tesla Model X Long Range: ricarica veloce alle colonnine Supercharger

PRONTI ALLA PARTENZA Batterie piene, bagagli caricati e famiglia a bordo, premo il pedale del freno e la mia portiera si chiude automaticamente, parto con un misto di fiducia e timore: mescolati generano la solita ansia, che spero scompaia col passare dei chilometri. Viaggiare con la Model X è un’esperienza che ogni appassionato di auto dovrebbe fare, sia esso favorevole o contrario a questo genere di vetture. Sembra quasi di essere sospesi in una bolla creata dal silenzio, dallo spazio, dalla luminosità e dalle prestazioni. E poi, c’è l’Autopilot, una sorta di angelo custode che sovrintende sulla guida grazie a sensori e telecamere sparse ovunque. Qua siamo alla guida autonoma di livello 2, il massimo normato dalla legge per adesso, in sostanza la Tesla Model X può accelerare e frenare da sola, ma anche mantenersi al centro della carreggiata e seguire le curve. La condizione ultima è di appoggiare ogni 30 secondi le mani sul volante perché deve capire che sono vigile e ho la situazione sotto controllo. Butto l’occhio sul computer e ho una riserva di autonomia abbondante, non mi preoccupo.

POTREI ANDARE PIÙ FORTE MA… L’autostrada mi permette di stabilizzare il consumo di energia, ma non vado veloce e mi sembra un paradosso. Ho fra le mani un oggetto strutturato per andare fino a 250 km/h, quindi, se potessi, viaggerei molto più veloce dei 130 km/h di legge, ma alla fine mi tengo fra 110 e 120 orari per non consumare troppo. Che noia... In ogni caso, arrivo a destinazione in tempo con armi (la famiglia) e bagagli. Ho ancora una buona riserva di energia: lo strumento mi dice il 62%. Posso tornare a casa senza problemi, anche senza attaccare la macchina alla presa del garage per due giorni. Anzi, mi permetto qualche breve giro nei dintorni e condivido il piacere di guidarla.

Tesla Model X Long Range: motori elettrici, abitacolo silenzioso

FA SEMPRE LA SUA SCENA L’effetto di meraviglia che genera la Model X è evidente e fa una strana sensazione: un mix fra piacere e disagio. Non me ne curo e faccio più attenzione ai dettagli dell’americana. Le sei poltroncine sono comodissime e parlo con gli ultimi in fondo senza problema. Posso regolare il setup della macchina fra risposta all'acceleratore oppure taratura delle sospensioni, gestire l'illuminazione interna e memorizzare tutto nel mio profilo personale. L’infotainment sfrutta un sistema proprietario, quindi scordatevi Apple CarPlay e Android Auto, ma potete collegare lo smartphone via bluetooth. La mia playlist è salva! E se i bimbi cominciano ad annoiarsi in coda, potete lanciare il karaoke dall’archivio della macchina. Alla voce intattenimento, la Model X non teme confronti.

IN AUTOSTRADA SFIORI 400 KM Fine del weekend, faccio rotta verso la città e ho il tempo per calcolare l’autonomia complessiva, che arriva a 380 km. Potrebbero essere un po' di più, ricordo che tutto dipende da quanto usate l'acceleratore, dal traffico e dalla temperatura di esercizio delle batterie. Devo tornare un’ultima volta alle super colonnine Tesla fuori città. Poco male, lo considero come un commiato dopo questo test drive un po’ fuori dagli schemi. L’ansia da autonomia nemmeno lei è riuscita a togliermela del tutto, ed era tra le cose a cui più tenevo. Peccato. Però, salire nuovamente su una macchina “normale” con motore a scoppio e cambio manuale è stato come fare un salto indietro nel tempo, fino all'era... giurassica della mobilità e nella quale siamo ancora tutti immersi. Mi rimbalza nella testa una domanda: siamo noi troppo indietro o la Model X troppo avanti?     


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