Qualche settimana fa ti avevo già anticipato il cambio di rotta in casa Porsche, mostrandoti perfino le foto spia del muletto: i test estivi in Spagna su base Audi Q5 parlavano chiaro, a Zuffenhausen stavano lavorando per restituire ai clienti un SUV compatto a motore termico. Ora quella che era un'ipotesi fondata è diventata ufficialità confermata dai vertici dell'azienda.
Il nuovo amministratore delegato Michael Leiters ha chiarito la strategia del marchio in un'intervista rilasciata al Financial Times: nel 2028 arriverà la nuova Porsche Macan a benzina, che affiancherà a listino la versione 100% elettrica. Allo stesso tempo, arriva un punto fermo definitivo sul modello simbolo del brand: non ci sarà (mai?) una Porsche 911 elettrica.

Dalle foto spia alla conferma: perché torna il termico
Quando ti ho mostrato i primi prototipi sviluppati sulla piattaforma PPC (Premium Platform Combustion), l'obiettivo tecnico era evidente: riempire il vuoto lasciato in gamma dopo lo stop forzato delle vendite europee della precedente Macan per le normative di cybersecurity. La transizione verso la sola Macan Electric si è scontrata con una risposta del mercato ben più fredda del previsto.
I numeri parlano chiaro: il 2025 si era chiuso con un margine operativo all'1,1% e il 2026 si conferma un anno difficile visto che nel primo semestre le consegne della Macan EV sono crollate del 40%, mentre sul mercato cinese le vendite complessive del marchio hanno registrato un -32%.
Da qui la scelta pragmatica di Leiters: non ha senso forzare i tempi se i clienti non sono pronti. La futura Macan a benzina andrà a occupare lo stesso segmento della versione a batteria, permettendo alla rete di vendita e agli appassionati di scegliere l'alimentazione più adatta alle proprie esigenze senza sovrapposizioni d'investimento inutili.
Niente etichette: riassetto finanziario e disciplina
Finire sotto l'etichetta di ''scettico dell'elettrico'' è riduttivo secondo il numero uno di Zuffenhausen. La strategia non è una ritirata sconsiderata dalle emissioni zero, ma un riallineamento industriale coordinato.
Per finanziare questo doppio binario senza intaccare la solidità finanziaria, Porsche ha avviato una ristrutturazione rigorosa in tre punti:
Cessione delle quote in Bugatti Rimac e Rimac Group, incassando circa 1 miliardo di euro di liquidità.
Chiusura dei rami d'azienda secondari dedicati alle e-bike, allo sviluppo di batterie e al software proprietario.
Piano di efficientamento dell'organico, che prevede un taglio graduale di 9.000 posti di lavoro entro il 2035.
Sfruttando le sinergie di gruppo con Volkswagen, Porsche ridurrà i costi di sviluppo per le piattaforme elettriche, concentrando le proprie risorse ingegneristiche dove contano davvero.

Icone e sportive: il destino di 911 e 718
Se sul fronte SUV la flessibilità è la chiave, sulla gamma sportiva le regole d'ingaggio restano ferree. Quanto alla 911, nessuna versione 100% elettrica ed è esclusa anche una variante Plug-in Hybrid per non appesantire né ingrandire la carrozzeria.
Il massimo grado di elettrificazione accettato sulla 911 rimane lo schema T-Hybrid introdotto sulla Carrera GTS, e oggi ulteriormente evoluto sulla nuova 911 Turbo S, dove la componente elettrica serve solo a supportare la risposta del propulsore termico.
Per le piccole Porsche 718 (Boxster e Cayman), il progetto a batteria prosegue invece secondo i piani. In questo caso l'impostazione elettrica è ritenuta coerente con l'evoluzione del modello, beneficiando dei componenti condivisi con il Gruppo.
Cosa dobbiamo aspettarci sotto il cofano
Come ti avevo spiegato analizzando il muletto estivo, la Macan a combustione attesa per il 2028 condividerà la struttura fondamentale con la nuova Audi Q5, ma con il consueto tocco Porsche in termini di dinamica di guida e prestazioni.
Sotto il cofano possiamo aspettarci motori 2.0 turbo quattro cilindri e V6 3.0 biturbo, affiancati da propulsori ibridi plug-in con autonomia elettrica superiore ai 100 km. Le potenze punteranno verso l'alto per superare i valori delle cugine di Ingolstadt e non far ripiangere le prestazioni delle vecchie GTS.
L'attesa per vederla su strada non sarà breve, ma ora abbiamo la certezza: per chi vuole un SUV compatto ad alte prestazioni con un motore a combustione firmato Zuffenhausen, la partita non è ancora finita.
Fonte: Financial Times
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




