Stellantis, stop allo smart working dal 2026. Comincia l'Italia
Strategie

L'ultima mossa di Stellantis non piacerà a tanti dipendenti


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2 mesi fa - Non è che lascia a casa il personale: lo tira fuori di casa

Non è che il Gruppo lascia a casa personale: lo tira fuori di casa. Stop progressivo allo smart working per incrementare l'efficienza

Ha deciso, Stellantis, che lo smart working è sopravvalutato. O meglio: che è sopravvalutato per gli altri.

Mentre mezzo mondo automotive si interroga su come attirare talenti, il Gruppo guidato da Antonio Filosa sceglie la via più vintage possibile: tutti in ufficio, grazie, e possibilmente puntuali.

Una mossa che sa di ritorno al 2019, quando le riunioni si facevano davvero in sala riunioni e non con il microfono in mute per sbaglio.

Stellantis fa il funerale allo smart working e c'è chi protestaStellantis fa il funerale allo smart working e c'è chi protesta

Secondo Reuters, il piano è semplice: riportare decine di migliaia di colletti bianchi europei alla scrivania full-time entro il 2027.

In Francia, Italia e Germania si parte già quest’anno, con un crescendo rossiniano: prima tre giorni, poi quattro, poi cinque. A quel punto, per coerenza, mancherà solo il badge magnetico col cordino brandizzato.

Filosa, nel frattempo, continua a smontare pezzo per pezzo l’eredità di Tavares: meno EV, più Diesel, più flotte, più volumi. E ora anche più open space.

Una strategia che, nel suo insieme, sembra dire: “Abbiamo provato a essere moderni, non ha funzionato, torniamo a fare le cose come le sappiamo fare”.

Opel Combo Life con nuovo motore DIESELOpel Combo Life con nuovo motore DIESEL

Peccato che i dipendenti non sembrino altrettanto entusiasti. In Francia, un sondaggio sindacale registra oltre il 90% di contrari al ritorno full-time. A Poissy, dove gli uffici ristrutturati hanno appena riaperto, un ingegnere parla di “flashback”.

E in effetti l’immagine è quella: file di scrivanie nuove di zecca, laptop aperti, e un leggero odore di nostalgia mista a gel igienizzante.

Fonte: Reuters

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 13/03/2026
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Lorenzo Centenari
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Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.

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