Se pensi agli Stati Uniti, ti viene subito in mente l'immagine di un Paese rigido e inflessibile sulle regole della strada, con la polizia pronta a fermarti al minimo sgarro. La realtà, però, racconta una storia diversa. Un recente rapporto pubblicato dalla AAA Foundation for Traffic Safety ha analizzato il rapporto tra automobilisti e pedale dell'acceleratore, rivelando una verità piuttosto evidente: superare i limiti di velocità non è un'eccezione, ma un comportamento del tutto normalizzato.
Quando lo sgarro diventa la norma
Per la maggior parte dei guidatori intervistati, sforare di qualche chilometro orario non significa affatto ''correre''. Sui tratti urbani ed extraurbani, l'infrazione viene percepita come tale solo quando si superano i limiti di almeno 10 miglia orarie (circa 16 km/h). Su un'autostrada con limite a 70 mph, per esempio, la percezione dell'illecito scatta soltanto intorno ai 78 mph. Per non parlare del concetto di pericolo vero e proprio: secondo il campione, si rischia davvero solo sopra i 137 km/h in autostrada o oltre i 70 km/h nei centri abitati.
A confermarlo sono i numeri: ben il 79% degli automobilisti ammette di superare i limiti con una certa frequenza. Le motivazioni? Il 31% dichiara di farlo per sorpassare i veicoli più lenti, il 25% per arrivare prima a destinazione e il 21% per evitare di ostacolare il flusso del traffico. Chi invece alza il piede lo fa principalmente per evitare multe salate (79%) o per ridurre il rischio di incidenti (72%).

Autovelox sì, dossi e tecnologia no
Particolarmente interessante è l'atteggiamento verso i controlli e le infrastrutture. Se da un lato l'87% è favorevole a un aumento delle pattuglie nelle zone a rischio e un sorprendente 71% approva gli autovelox automatici, dall'altro le soluzioni fisiche come dossi artificiali (43%) e rotonde (39%) riscuotono pochissimo successo.
Stesso discorso per la tecnologia a bordo: se un avviso acustico o visivo sul cruscotto fornito dai moderni sistemi ISA viene tollerato, l'idea di un limitatore elettronico capace di tagliare la potenza in automatico trova una netta opposizione. Al massimo si accetta un dispositivo disattivabile dal conducente.
E da noi in Italia?
La situazione oltreoceano non è poi così diversa da quello che viviamo quotidianamente sulle nostre strade e la domanda sorge spontanea: se la stragrande maggioranza di chi guida tende sistematicamente a superare i limiti stabiliti, non sarà che, in certi casi, sono i limiti stessi a essere stati fissati in modo irrealistico o non più al passo coi tempi?
Fonte: AAAfoundation.org
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



