Autore:
Luca Cereda

A CIASCUNO LA SUA Come l’occhio del Grande Fratello, anzi, migliaia di occhi puntati su un campione di tremila automobilisti sparsi in tutta l’Europa, il Road Usage Lab di Michelin osserva e registra. Sfruttando dispositivi telematici installati sulle auto, questo laboratorio del Bibendum, nato all’interno del Centro Tecnologico, raccoglie e rielabora migliaia di dati in tempo reale. Come guidiamo, quanti chilometri facciamo e in quali condizioni. Vita di strada, insomma: a varie latitudini e diverse condizioni atmosferiche. Dalle informazioni raccolte, poi, Michelin profila i suoi test (fino a 75.000 ogni anni tra test statici e dinamici) e realizza tecnologie e prodotti “on demand”. Progettati, cioè, su specifiche esigenze dei clienti, non soltanto automobilisti e motociclisti.

DALLA ROSSA AI PESI MASSIMI Un esempio di prodotto Michelin on demand sono le gomme marcate per Audi, BMW, Ferrari, Mercedes e Porsche, pneumatici su misura per specifici modelli, il cui sviluppo va di pari passo allo sviluppo dell’auto stessa: per citarne un paio, la Ferrari 599 GTO, o la F12berlinetta, che montano dei Pilot Super Sport caratterizzati da battistrada bimescola sull’anteriore e trimescola sul posteriore. Allo stesso modo, però, la Casa francese cuce su misura pneumatici a basso consumo per il trasporto pesante (Renault, Scania, Iveco) o giga-gomme per mezzi agricoli. Il più grande pneumatico da trattori, montato sul New Holland T9, è fatto da Michelin: si chiama AxioBib IF 900/65 R46 e ha un diametro di 2,32 m. Da queste esperienze, negli anni è nata anche una società di servizi per i gestori di flotte pesanti (autocarri, pullman, van e macchine movimento terra), la Michelin Solutions.

MULTICANALE Tutto ciò è possibile perché nel Centro Tecnologico lavorano ricercatori, ingegneri, sviluppatori, esperti di tribologia (la scienza fisica che tratta dell’attrito e dei suoi effetti) di meccanica dei fluidi, acustica, metallurgia, ma anche biologi e agronomi. In tutto 6.600 persone specializzate in 350 ambiti diversi. Il processo per fornire il pneumatico più adeguato ad ogni utilizzo e ad ogni stile di guida è sempre lo stesso: si individuano esigenze di chi viaggia e si cercano soluzioni, possibilmente innovative. E’ questo il filo rosso che lega, a parecchi anni di distanza, il primo pneumatico a carcassa radiale su scala industriale (1946) all’ultimo nato in casa Michelin, il CrossClimate, un pneumatico estivo ma con certificazione invernale (3 Peak Mountain Snow Flake) che le nostre auto possono calzare per tutto l’anno senza pagare dazio nelle prestazioni (almeno per quanto riguarda gli aspetti fondamentali per la sicurezza: frenata su asciutto, bagnato e neve) rispetto agli “stagionali” (leggi la nostra prova nelle correlate per approfondire).

LA GOMMA DEFINITIVA I segreti? Un mix di mescole (differente tra il battistrada e lo strato sottostante) capace di lavorare bene in un ampio range di temperature, un disegno a V che aiuta a drenare acqua e neve e speciali lamelle che tagliano la mezzeria del tassello creando degli spigoli, per aumentare il grip. Alla base c’è però, come sempre, una richiesta esplicita di chi calca l'asfalto tutti i giorni: in Europa 4 automobilisti su 10 (in media) vorrebbero evitare il cambio di treno tra invernale ed estivo, e viceversa. E tra questi ce ne sono molti che, pur di dribblare la scocciatura o, più semplicemente risparmiare i soldi, della sostituzione e del doppio treno, sono disposti a tirare dritto anche nei mesi più caldi col pneumatico invernale. Alla faccia della sicurezza...

DALLA PISTA ALLA STRADA E nelle moto? Fornire prodotti e tecnologie on demand significa per Michelin confezionare “scarpe da corsa” dalla Moto GP (della quale il Bibendum tornerà ad essere fornitore unico a partire dall’anno prossimo) fino ai campionati minori. O produrre una gamma sportiva, Michelin Hypersport, che conta sei diverse proposte (Power SuperMoto & SuperMoto Rain, Power SuperSport Evo, Power Cup Evo, Power Slick Evo, Power Slick Ultimate, Power Cup Ultimate) per pista, motard e strada. Proprio l'esperienza nei vari campionati e trofei nazionali, come una sorta di laboratorio a cielo aperto, ha permesso a Michelin di trasferire “From track to road” (dalla pista alla strada) e di testare nuove tecnologie delle quali oggi beneficiano anche i pneumatici di più largo consumo.

FROM TIRES TO SOLES Ma con la gomma da moto del Bibendum si fanno anche le scarpe vere e proprie. Rimanendo in ambito tecnico, Michelin, in partnership con Jihua Group Corporation Limited  - colosso cinese nella produzione di tessuti e abbigliamento tecnico, prodotti in cuoio, gomma e loro derivati- e JV International produce per TCX una suola per scarpe da moto che le rende meno scivolose sulle pedane e nelle manovre di appoggio. Gli “ingredienti” di questa speciale suola (in dote ai modelli X-Cube, X-Square, X-Square Evo e Adventure) arrivano direttamente dalle Michelin Pilot Road 3 e Michelin Pro 4 Grip.