Autore:
Massimo Grassi

BOMBA DI FERRAGOSTO Sembra che in Cina stiano guardando con sempre maggior interesse all’Italia e alle sue società top. Così dopo Inter e Milan pare che i cinesi stiano guardando pensando di portarsi a casa nientepopodimeno che FCA. La bomba è stata sganciata da Automotive News e le prime reazioni (positive) sono arrivate dalla borsa, con le azioni del gruppo guidato da Sergio Marchionne schizzate a +8,15%. Pare però che l’offerta sia stata rimandata al mittente perché ritenuta troppo bassa. Ma siamo solo all’inizio di un periodo che si preannuncia interessante e ricco di novità.

PARTE IL DOMINO La notizia ha una portata incredibile e potrebbe dare il via a una serie di operazioni degne di romanzi di fantapolitica. Andiamo con ordine. Nella trattativa ci sarebbero solo alcuni brand di FCA: Fiat, Chrysler, Dodge, Jeep e Ram. Alfa Romeo e Maserati rimarrebbero quindi 100% italiane.  Inoltre non si conosce ancora con precisione il nome della Casa automobilistica cinese interessata, anche se circolano 3 nomi: Great Wall, Guangzhou e Geely (che già possiede Volvo). Colossi dell’auto in Cina con la voglia matta di conquistare anche i mercati esteri, a partire da quello americano. FCA con i brand statunitensi sarebbe un ottimo ponte per entrare di prepotenza nel mercato a stelle e strisce. Con buona pace di Donald Trump. Il presidente statunitense infatti è da sempre contrario all’arrivo di società straniere nel paese, ma se davvero un colosso cinese dovesse portarsi a casa alcuni dei brand automotive dal DNA statunitense, lui non potrebbe farci nulla. A meno che…

IPOTESI GM A meno che big Donald non riesca a portare allo stesso tavolo FCA e General Motors. Già tempo fa Sergio Marchionne aveva ventilato l’ipotesi di un’alleanza con una delle tre sorelle di Detroit, ricevendo però un grosso 2 di picche. Ora, con ombre cinesi all’orizzonte, Donald Trump potrebbe scendere in campo personalmente cercando di convincere da Mary Barra, presidente GM, a riconsiderare la cosa. Il tutto per difendere strenuamente il made in USA.

LA VITTORIA DI MARCHIONNE Quello che appare chiaro è come la cura Sergio Marchionne abbia dato i suoi frutti: FCA è diventata un’azienda appetibile con pretendenti pronti a sborsare non poco per portarsela in casa. E se, prima di dire definitivamente addio alla società di cui è amministratore delegato, la sua ultima mossa fosse quella di siglare il patto con i cinesi?

 


TAGS: sergio marchionne fca