Autore:
Marco Congiu
QUESTIONE DI TEMPO FCA è stata citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia americano per i 3.0 V6 Diesel di Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram 1500. I 104.000 motori finito sotto osservazione avrebbero un defeat device - simile, nell'idea, a quello di Volkswagen nellos candalo Dieselgate - che andrebbero a modificare in maniera consistente le emissioni degli ossidi di azoto oltre i limiti consentiti per legge.
 
COSA RISCHIA FCA Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles è stato citato in giudizio in sede civile, il che significa - a differenza di quanto successo per il Dieselgate - che si potrebbe venire a creare la richiesta di una multa fino a 44.539 dollari per singola auto, pari a un totale di 4,63 miliardi di dollari. 
 
ACCUSE: MANIPOLAZIONE VOLUTA L'EPA, l'environmental protection agency, parla espressamente di defeat device, ovvero una caratteristica del software installato sui motori Diesel V6 3.0 di Grand Cherokee e Ram 1500 in grado di manipolare a piacimento le emissioni. Sono finite sotto accusa "almeno otto caratteristiche software non citate nelle richieste di certificazione presentate da FCA. Da sole o in combinazione con altre potrebbero aggirare o rendere inoperativi i sistemi di controllo delle emissioni del veicolo". Stando a quanto riportato dalla Reuters, a finire sotto la lenti d'ingrandimento è anche la VM Motori di Cento, azienda sviluppatrice dei motori acquisita nel 2013 da FCA e che, secondo gli inquirenti avrebbe dei "documenti interni in grado di sollevare questioni rilevanti".
 
FCA SI DIFENDE "Amareggiato". È questa la parola utilizzata dal Gruppo FCA dopp aver appreso dell'iniziativa del Dipartimento di Giustizia americano. Fanno eco le parole usate l'altro giorno dal gruppo: "ci difenderemo con vigore, soprattutto dall'accusa di aver installato deliberatamente dei software per manipolare le emissioni durante i test."

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