Voci di una nuova generazione di TT entro il 2021. A quattro porte, e solamente a zero emissioni. Ma il progetto è ancora in forse
A UN BIVIO Cara, vecchia Audi TT, addio. Anzi no. Apparentemente già segnato, il destino della coupé sportiva più amata dei Quattro Anelli potrebbe conoscere una seconda vita. Sottoforma di coupé a trazione elettrica. Non ne potete più di auto cult che annunciano la propria metamorfosi? D'altra parte, TT non sarebbe nemmeno la prima a convertirsi (vedi Porsche, con Macan e successivamente 911). Beh, a quanto pare la scelta sta tra celebrarne i funerali, oppure farla sopravvivere in chiave zero emission.
ELETTRO-TT? È la legge del progresso, delle politiche ambientali ancora prima che del mercato vero e proprio. Come ogni altro marchio premium (ma non solo), anche Audi è all'alba di una rivoluzione. Per sostenere la quale è necessario semplificare la gamma, e destinare risorse ai progetti più promettenti. Anticipata qualche anno fa da TT Sportback, concept di coupé a quattro porte dalla silhouette più o meno fedele alla tradizione, in seguito una TT di nuova generazione era stata esclusa, sacrificata sull'altare dell'elettrificazione. Poi lo spiraglio: nel corso della conferenza annuale, il responsabile tecnico di Ingolstadt Hans-Joachim Rothenpieler avrebbe confessato di essere all'opera per convincere il board. Convincerlo che TT non può morire. E che le premesse per trasformarla in auto elettrica esistono tutte.
TOO BIG TO FAIL A sostegno delle sue argomentazioni, Rothenpieler avrebbe addotto la necessità di "conservare il Dna sportivo del marchio, patrimonio del quale TT è un autentico pilastro". Più prudente a riguardo è il Ceo Bram Schot, secondo cui "Audi continuerà a costruire auto emozionali", ma che in primo luogo l'azienda deve pensare a far quadrare i conti. Si vedrà. Dovesse vedere la luce, la TT degli anni Venti sarà in tutti i casi una quattro porte sportiva più confortevole dell'attuale, ma dal medesimo carattere votato alla dinamica. Tempi di uscita? Un paio d'anni, ovvero il 2021.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.







