Sempre trina: berlina, avant allroad. Si svelerà nel 2018 e sarà anche ibrida plug-in
P (R)EZZI GROSSI A Ingolstadt caleranno i carichi da undici, nei prossimi mesi: i modelli di alta gamma Audi. Arriverà la SUV Q8 ma anche, nell'ordine, l'ammiraglia Audi A8 completamente rinnovata (seconda metà del 2017), la nuova A7 Sportback (fine dell'anno) e, a un certo punto del 2018, la nuova Audi A6. Declinata, come sempre, nelle tre varianti berlina, avant e allroad, che dovrebbero venire introdotte in vari step tra l'anno prossimo e il 2019.
QUANTO CAMBIA? Con questa si inaugura la quinta generazione dell'Audi A6, che dalle ultime spy sembra aver modificato la fanaleria sulla sia della nuova Audi A7 e si preprara a sfoggiare un design più aggressivo, soprattutto nel frontale. La quantità di sticker e camufamenti sulla carrozzeria, però, è a ancora tanta – troppa – per giungere a frettolose conclusioni. Molto dello stile della nuova Audi A6 verrà comunque mutuato dalla concept Prologue e dalla nuova Audi A8, che è in dirittura d'arrivo.
ANCHE IBRIDA Per il resto sappiamo per certo che alla base della nuova Audi A6 berlina, avant e allroad svelate nel 2018 ci sarà la piattaforma MLB Evo, che apre a versioni a trazione integrale o solo anteriore. E molto probabilmente anche a una Audi A6 e-tron, una versione ibrida plug-in della A6 che potrebbe abbinare un quattro cilindri duemila all'elettrico.
AUTOPILOTATA Nella gamma motori si partirà con motori quattro cilindri da 2 litri, TFSI e TDI, per arrivare ad un V8 4.0 litri destinato alla RS6. Per la S6 ci dovrebbe essere un V6 turbodiesel biturbo da circa 500 cavalli. Ci sarà anche tanta tecnologia votata alla guida autonoma, che con la nuova Audi A6 dovrebbe raggiungere il livello 3. Ovvero, uno standard che permetterà all'auto di guidare da sola nel traffico in determinate situazioni e a basse velocità.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...














