Anteprima:

Mazda Taiki


Avatar Redazionale , il 04/10/07

14 anni fa - L'originalità fatta a coupé

Al Salone di Tokyo se ne vedranno come sempre di tutti i colori, compreso questo prototipo che svolge il tema della coupé in modo a dir poco curioso. Ispirato nelle forme alle leggende giapponesi, ha un motore rotativo.

FATTORE CAMPO Se quando si presentano ai Saloni europei i giapponesi si danno spesso un tono serio e compassato; quando si trovanotra i loro confini tendono a dare più libero sfogo alla fantasia. Il Salone di Tokyo è così spesso una kermesse in cui i modelli di produzione dividono il palco con bizzarre concept dalle forme più disparate. E per l'edizione che apre i battenti alla fine di questo mese di ottobre iniziano già a circolare diverse anteprime. Tra i prototipi più spettacolari, un posto al sole lo merita di sicuro questa Taiki, che, a detta dei vertici della Mazda, anticipa alcune delle future tendenze stilistiche della Casa.

MILLEFOGLIE Gli spunti originali abbondano, a partire da una mascherina "millefoglie", composta da molteplici listelli sovrapposti, che si sollevano ai lati dando il la ai parafanghi. I cerchi sono altrettanto personali, con un disegno a girandola, ma i pezzi forti della linea della Taiki sono ancora più indietro. Il padiglione sfuggente ha un taglio a goccia ed è completamente trasparente, essendo realizzato in vetro. Le fiancate sono scavate e si uniscono sotto la coda, lasciando sporgere le ruote posteriori motrici, coperte comunque da un lembo di carrozzeria.

SULKY Con assegnato il compito di trasmettere l'idea di un flusso d'aria, per definire queste forme i designer ammettono candidamente aver preso spunto da una coppia di Hagaromo, le vesti che secondo le leggende giapponesi permetterebbero a una fanciulla celeste di volare. Favole a parte, la parte posteriore sembra un po' un sulky di quelli utilizzati nelle gare di trotto, anche se a tirarlo qui c'è ben più di un solo cavallo. Sotto il cofano trova posto infatti un motore rotativo 16X della famiglia Renesis.


Pubblicato da Paolo Sardi, 04/10/2007
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