Autore:
Emanuele Colombo

NULLA DI FATTO L'ipotesi era suggestiva, e al momento in cui scrivemmo questo articolo, le chance che si concretizzasse erano alte. Poi l'interruzione delle trattative: FCA e Renault non si fonderanno, il Gruppo italo-americano ha abbandonato il tavolo dopo aver valutato che le condizioni politiche, in Francia, non siano al momento adatte a un'operazione di questa portata. Una eventuale nuova Fiat Punto non nascerà mai su base Renault Clio. E pensare che l'idea ci aveva elettrizzato (è il caso di dirlo). Sotto, il testo originale.

FIAT PUNTA AL SEGMENTO B La notizia della proposta di fusione tra FCA e Renault, confermata da entrambe le parti, riapre le porte a una nuova Fiat Punto, che potrebbe venire realizzata sul pianale della Renault Clio. A suggerire questa ipotesi, anzi a far capire come proprio questa ipotesi sarebbe tra le principali a spingere il Gruppo torinese verso l'alleanza con i francesi, sono fonti riservate interne a FCA.

IL POTENZIALE DELLA PUNTO Il fatto è che, secondo quanto riportato, FCA sarebbe desiderosa di colmare il vuoto lasciato dalla Punto: un modello che in Europa faceva grandi numeri e che ancora oggi avrebbe un grande potenziale, se venisse riproposto. Addirittura tale da far avvicinare a FCA una quota di mercato del 30%, dicono le nostre fonti, e promuovere un player europeo da 8/10 milioni di veicoli venduti all'anno, come sognava Marchionne. Manca giusto una sinergia di piattaforme che permetta di affrontare il progetto a costi ragionevoli.

IBRIDA ED ELETTRICA Accantonata l'architettura della Fiat Argo, ora in vendita nel mercato latino-americano, ma inadatta a una gamma elettrificata, la migliore ipotesi sarebbe proprio quella di adottare lo stesso pianale di nuova Renault Clio. La compatta francese è infatti già pronta per accogliere motorizzazioni ibride e addirittura 100% elettriche, a tutto vantaggio della versatilità industriale.

LE DOTAZIONI Lunga poco più di 4 metri, la nuova Fiat Punto potrebbe avere un vano bagagli dalla capienza vicina ai 400 litri ed ereditare buona parte delle dotazioni della nuova Clio. Per esempio la strumentazione completamente digitale con display configurabili da 7 o 10 pollici, secondo gli allestimenti, con un ulteriore schermo da 9,3 pollici a centro plancia per l'infotainment.

GUIDA SEMI-AUTONOMA Immancabili sarebbero gli aiuti alla guida quali cruise control adattivo con riconoscimento dei segnali stradali, mantenimento di corsia, frenata automatica di emergenza con riconocimento pedoni e ciclisti, nonché parcheggio automatico e monitoraggio dell'angolo cieco.

L'IBRIDO RENAULT Tra i motori, riesce difficile pensare che un'eventuale Renault Clio in salsa FCA possa discostarsi dallo standard francese. Al momento la proposta più intrigante è quella ibrida, con il 4 cilindri aspirato da 1,6 litri accoppiato a 2 motori elettrici a dare 130 cavalli di potenza complessiva, e collegato a un cambio automatico.

I MOTORI FRANCESI La banca organi della nuova Clio potrebbe poi mettere a disposizione il 3 cilindri benzina 1.0 SCe da 65 o 75 cavalli o la sua versione turbo TCe da 100 CV, offerto con cambio manuale o automatico CVT, ed eventualmente con la doppia alimentazione benzina/GPL. Disponibili anche il 1.3 TCe, sempre a benzina, capace di 130 CV e offerto con cambio automatico EDC a 7 marce, e il diesel 1.5 dCi da 85 o 115 CV, con cambio manuale a 6 rapporti.

QUESTIONE DI STATO Certo, l'accordo tra FCA e Renault non è ancora stato siglato, e anche a questo proposito la nostra fonte offre alcuni spunti. Per esempio viene dato per impossibile che lo Stato italiano entri nell'azionariato del Gruppo, per mettersi alla pari con il Governo francese, il quale possiede il 15% di Renault. Va detto che quando sono in gioco player così importanti, le notizie ufficiali vengono diramate solo quando gli abboccamenti sono già a buon punto.

PIÙ AVANTI DI QUANTO SI PENSI In pratica, è difficile immaginare che FCA, Renault e il Governo francese abbiano appena cominciato a valutare l'ipotesi di un'alleanza: è molto probabile, invece, che siano a uno stadio già piuttosto avanzato delle trattative. Certo ci saranno vari aspetti da rifinire e come sappiamo i lavori per operazioni come queste richiedono mesi: ce ne sono voluti 14 per la fusione con Chrysler, compresi i colloqui precedenti all'ufficializzazione dei lavori.

PENSIERO POSITIVO L'ostacolo più grosso, al momento, potrebbe essere il veto di Nissan e Mitsubishi, entrambi partner dell'Alliance, ma distanti nelle comunicazioni dopo l'arresto di Carlos Ghosn. Le ultime voci parlano comunque di un atteggiamento positivo verso la possibile fusione: dal Ceo Nissan Sakawa, "nessuna controindicazione". Sul fatto che un supergruppo dell'auto si formi davvero, e che da questo nasca una nuova auto di segmento B marchiata Fiat, possiamo essere ottimisti.


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