Autore:
Lorenzo Centenari

BENEDIZIONE Questo matrimonio s'ha da fare, ora arriva anche il benestare di un soggetto come Nissan che nelle trattative FCA-Renault, solo apparentemente gioca un ruolo secondario. Perché della Losanga, il brand giapponese è pur sempre il socio paritetico nell'Alleanza, oltre che titolare del 15% del capitale azionario del Gruppo Renault (che a sua volta controlla il 43,3% di Nissan). Dal quartier generale di Yohohama, cita l'agenzia Reuters, il Ceo Hiroto Saikawa sostiene dunque di "non vedere alcun aspetto negativo" nell'ipotesi di una fusione alla pari tra i due Costruttori. 

SATELLITE Qualora tra i francesi di Renault ed FCA Group l'accordo si concretizzasse (e alla luce delle reciproche esternazioni, non c'è ragione di pensare che ciò non avvenga), Nissan tuttavia non necessariamente verrebbe risucchiata nel nuovo agglomerato. Cioè conserverebbe la propria partnership coi soci europei, ma al tempo stesso manterebbe la propria ragione sociale e la propria autonomia decisionale sulla maggior parte degli aspetti produttivi e commerciali. D'altra parte una fusione con Renault Group, già a più riprese era stata da Nissan esplicitamente rifiutata.

BUON PER FCA Quello franco-giapponese è pur sempre un asse trafficato, sia in un senso, che nell'altro. L'Allenza ha superaro senza farsi male (o quasi) la vicenda Ghosn, tra Nissan e Renault i rapporti rimarranno stretti. Al punto tale che la stessa FCA avrebbe l'occasione di pescare dal know-how del Costruttore asiatico sotto svariati temi: dall'elettrificazione alla guida autonoma, dalla connettività alla tecnologia di trazione integrale. Per nuova Punto, Fiat clonerebbe il pianale di nuova Renault Clio. Ma anche Nissan è un bacino dalle immense potenzialità.

AFFARE LAMPO Su piattaforme condivise e altri prodotti in comunione, per il momento sono solo ipotesi. Le uniche certezze sono quelle della proposta FCA di sodalizio paritario con Renault, dell'apertura mostrata dalla Régie, infine ora anche dell'approvazione Nissan all'affare. Dal canto suo anche Mitsubishi, che dell'Alleanza è il socio più giovane (e debole), dai colloqui si è mostrata positiva e non avrebbe intenzione alcuna di mettere il bastone tra le ruote ai propri partner. Tutto sembra filare liscio, le firme congiunte potrebbero arrivare prima di quanto si pensi.


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