Autore:
Lorenzo Centenari

PATATRAC Clamorosamente, alla fine a pronunciare l'ultima parola è stata proprio FCA. Dei rinvii ne abbiamo abbastanza, e allora sapete cosa? Al diavolo la fusione con Renault. Sull'accordo con Fiat Chrysler, la Régie avrebbe dovuto esprimersi entro martedì 4 giugno: da Parigi si attendeva il benestare a proseguire i talks, almeno quelli. E invece nulla di fatto, tutto scala a mercoledì 6. Nemmeno a tarda notte, il Cda Renault si dice tuttavia in grado di accettare o rifiutare la proposta formulata una settimana prima da FCA. Per tutta risposta: bene, siamo a posto così. Interruzione delle trattative con effetto immediato, bye bye maxi-Costruttore. Ma qual'è il fattore chiave del sensazionale (momentaneo?) fallimento dell'operazione?

IL TERZO INCOMODO Ricapitoliamo: FCA lancia l'idea, Renault la accoglie e prende tempo, giusto qualche giorno. Il Governo francese accetta di buon grado il negoziato, ma impone alcune condizioni: tutela dell'occupazione, prima di tutto, la questione è delicata. Ma il nodo ha coordinate geoeconomiche ancor più lontane, precisamente a Tokyo. Dove ha sede un partner ingombrante come Nissan: dapprima aperto alla fusione, in una seduta straordinaria il board del socio giapponese della storica Alleanza esprime il suo parere. Due voti a favore, 19 contrari. Senza il sostegno Nissan, dell'accordo non se ne fa niente, hanno riflettuto i vertici Fiat Chrysler. Da qui una scelta all'apparenza impulsiva, ma a quanto pare condivisa dai membri della proprietà. Tutto da rifare. 

NO CONTEST Un matrimonio nato male, una storia d'amore abortita sul nascere. Non è detta l'ultima parola, ma le chance che FCA e Renault ripristinino il dialogo, salvo ulteriori colpi di scena sono abbastanza scarse. La nota diramata nella notte dal consiglio presieduto da John Elkann parla chiaro: "In Francia non esistono attualmente le condizioni politiche affinché una simile fusione proceda con successo. FCA continua ad essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento, e le cui condizioni erano attentamente bilanciate al fine di assicurare benefici a tutte le parti». FCA rivolge la propria gratitudine a Renault e ai partner dell'Allenza, Nissan ma anche Mitsubishi, "per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta". Il Gruppo, conclude il comunicato, "continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando una strategia indipendente". Non è un arrivederci, questo è un addio.


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