AMANTE TRADITO Ci eravamo tanto amati, anzi solo un poco. Prima che sulla scena intervenisse Renault Group, tra marzo e aprile FCA e PSA pareva fossero vicine ad un accordo. Di quale natura, non si è mai saputo nei dettagli: piattaforme, elettrificazione, guida autonoma. Senonché Fiat Chrysler interruppe prematuramente i "talks": mancavano, secondo il management e la famiglia Agnelli, le condizioni necessarie per passare ad uno stadio più avanzato delle trattative, ragioni finanziarie oltre che di impronta commerciale. Ecco così il cambio di strategia: da un Gruppo francese all'altro, dal Leone alla Losanga. Preso atto delle preferenze FCA, ora PSA dice la sua sulla vicenda. E come è ovvio che sia, esprime tutte le perplessità del caso. Con signorilità, e un pizzico di delusione.

RELAZIONI PERICOLOSE Portavoce del pensiero PSA sulla possibile fusione tra Renault ed FCA è in prima persona il Ceo Carlos Tavares. Secondo il manager portoghese, che proprio in Renault ha maturato la sua esperienza in campo automobilistico, arrivando a ricoprire il ruolo di numero due di Carlos Ghosn, la Régie sarebbe stata individuata da Mike Manley e dal board Fiat Chrysler per la debolezza orginata dallo scandalo che ha interessato l'ex collega Ghosn, e che ha messo in discussione i principi stessi dell'Alleanza con il partner Nissan. "La transazione proposta da FCA - sostiene Tavares - sembra figlia di un ragionamento opportunistico, dal momento che a ricevere benefici dalla fusione sarebbe proprio il partner italo-americano. Al contrario, Renault rischia ora che il sodalizio con Nissan possa perdere ulteriore slancio".

CHIODO SCACCIA CHIODO Tavares si sbilancia e addirittura interpreta l'operazione in corso, almeno in senso virtuale, come "l'acquisto di Renault da parte di FCA Group". Avvalorando la propria tesi ricordando come il titolo Renault sia oggi ai suoi minimi da 5 anni. Sta di fatto che la super-piattaforma in comunione con Fiat Chysler immaginata da PSA non vedrà mai la luce: Manley e il suo staff hanno scelto un'altra strada, un socio che (via Nissan) possa avvicinare la frontiera dei mercati asiatici, e che per l'auto elettrica possiede una tecnologia avanzata. Sfumata la pista FCA, Tavares punta il mirino verso altri lidi e altre opportunità. Che potrebbero chiamarsi Jaguar Land Rover...


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