Autore:
Lorenzo Centenari

CONGIUNZIONI ASTRALI Un'espressione romantica, un messaggio di apertura. Non ha esplicitamente citato Fiat-Chrysler, il presidente della holding di famiglia Robert Peugeot, quando ha affermato di sperare in un "allineamento astrale". L'intervista che il socio privato francese di PSA Group (l'altro azionista è lo Stato) ha rilasciato a Les Echos sembra tuttavia inaugurare ufficialmente la cerimonia di corteggiamento proprio al Gruppo FCA. A una "preda", cioè, che nella segreta agenda degli acquisti della superpotenza transalpina è con ogni probabilità in cima alle preferenze.

GRANDI MANOVRE Presto per sbilanciarsi, e immaginarsi un maxi-Gruppo franco-italo-tedesco-americano. Monsieur Peugeot ha però apertamente invitato il proprio uomo di fiducia Carlos Tavares a non fermarsi all'acquisto di Opel. E a individuare nuove partnership, nel contesto di un processo di espansione che potrebbe essere solo all'inizio. "Se si presenta l'opportunità concreta di un'alleanza, non saremo certo noi a frenare. Anzi, siamo pronti a sostenerla, proprio come accaduto con l'operazione Opel. Il nostro Ceo lo sa. Ma serve un allineamento degli astri".

BOTTA E RISPOSTA Così si esprime l'erede del fondatore del Leone, così Robert Peugeot fa eco alle parole di Mike Manley al Salone di Ginevra: "Sì a partership con altri Gruppi, purché - specificava il manager britannico - fortifichino il nostro business". FCA dunque in pole position per future trattative con PSA, industria alla quale si aprirebbero così le porte del mercato Usa. Privilegiata dagli accordi già in essere sui commerciali, Fiat-Chrysler non è in ogni caso l'unica candidata: tra i possibili target, anche Jaguar Land Rover e General Motors. Il toto-alleanze è aperto.

ACCOGLIENZA Come reagisce ai rumors la comunità finanziaria? Tutto sommato, in modo tiepido. Dopo i rialzi dei rispettivi titoli a Piazza Affari e alla Borsa di Parigi nelle ore successive alle dichiarazioni della famiglia Peugeot, all'indomani sui mercato le acque sono di nuovo ferme. La maggior parte degli analisti ritiene il matrimonio PSA-FCA altamente improbabile, per non dire che al socio italo-americano l'operazione sarebbe sconveniente. Lo stesso Marchionne si era a suo tempo espresso negativamente: esiste il rischio di sovrapposizioni, di perdita di potere decisionale, in ultima istanza di chiusura impianti. Se son rose...

BYE BYE USA? E a proposito di Stati Uniti. Non è che per caso un'eventuale fusione dei due Gruppi porterebbe alla scomparsa del brand Fiat dalla piazza, proprio in favore del marchio Peugeot, che da tempo aspira a vendere le proprie auto anche laggiù? Non ci sarebbe da stupirsi, dal momento che il Lingotto in America soffre, e già in passato circolava l'ipotesi della ritirata strategica. Si salverebbe solo 500 elettrica, l'unica che in mercati ecofriendly come la California avrebbe ancora reali chanche di sopravvivenza. 


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