Autore:
Luca Cereda

QUARTO MOSCHETTIERE Da quando è entrata ufficialmente in PSA, molti si sono chiesti: che fine farà Opel? In un gruppo come quello francese, che ha già un marchio generalista classico (Peugeot), uno più giovanile e innovativo (Citroen) e uno preposto a presidiare l'universo premium (DS), quale ruolo toccherà al brand tedesco? A quanto pare, proprio quello del tedesco.

GUARDA IN LA'L'identità del nostro brand è il nostro futuro”, parole di Michael Lohsceller, CEO di Opel, che accompagnano le prime immagini della concept GT X Experimental. Dietro alla quale non si nasconde un futuro modello di serie, ma, appunto, la visione in termini di design e tecnologie dei prossimi dieci anni (almeno) del Blitz.

PRIMO ASSAGGIO Si potrebbe semplificare dicendo che la tecnologia sarà appannaggio dei francesi mentre l'immagine è affidata ai tedeschi. Cercando, tuttavia, di rendere quest'ultima meno fredda e più emozionale. In questo senso quel poco che si vede della Opel GT X Experimental già dice qualcosa. Il frontale, ribattezzato Vizor, sarà il nuovo marchio di fabbrica, con una griglia più sottile (benché sempre a mezzaluna) e i fari ad ala come segno distintivo e, allo stesso tempo, di continuità con la tradizione Opel. Ricorda la visiera di una moto, e da qui il nome.

CAMBIO DI ROTTA Nove mesi fa PSA ha stilato un piano (PACE 2022) per rilanciare Opel che prevede, tra i pilastri, l'elettrificazione. Anche su questo la concept GT X, svelata entro il 2018, dovrebbe dare delle risposte. Una più concreta arriverà probabilmente nel 2020 con la versione elettrica della nuova Opel Corsa (2019). Un'auto che i tedeschi hanno dovuto rifare da zero o quasi, dopo la decisione di abbandonare la piattaforma GM destinata alle compatte in favore del pianale CMP di PSA.

ALLA TEDESCA La scommessa, però, è che anche con geni francesi le Opel del futuro manterranno un carattere indipendente, nonché la qualità e la precisione ingegneristica che ci si aspetta da una tedesca. Così come l'accessibilità, in termini di prezzo, che le auto del Fulmine hanno sempre avuto. Il matrimonio con PSA per ora sembra funzionare; Opel ha chiuso il primo semestre 2018 con un utile di 502 milioni e ha fatto registrare un margine del 5% da quando è scattato il sodalizio. La "cura Tavares" ha generato una riduzione dei costi del 28% (fonte Automotive News), frutto dell'ottimizzazione degli impianti produttivi ma anche di una riduzione del personale e dei turni di lavoro. Ne è un esempio la fabbrica di Ellesmere Port (Inghilterra), dove si produono l'Astra e l'Astra Tourer, che si è allineata agli standard produttivi di Sochaux. Ridotti, infine, anche i costi del top-management, del 25%.   


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