Pubblicato il 16/07/2018 ore 12:42

SOTTO A CHI TOCCA Mancava Opel, all'elenco dei Costruttori che nel tempo avrebbero falsificato le emissioni dei propri propulsori diesel. Detto, fatto. Secondo indiscrezioni, sotto inchiesta finiscono ora anche i programmi di gestione delle emissioni di NOx di tre modelli della gamma del Fulmine. E come nei recenti casi che hanno visto protagoniste Case tedesche, a formulare l'accusa sono le autorità locali. Opel tuttaiva, smentisce.

DIESELGATE OPEL A riportare la notizia è l'organo di stampa Bild am Sonntag. La KBA (Kraftfahrt-Bundesamt), ovvero l'Autorità federale dei veicoli a motore, starebbe indagando su possibili frodi in materia di contenimento delle emissioni nocive di un lotto di Opel Cascada, Opel Insignia e Opel Zafira. Il defeat device incriminato avrebbe la proprietà di annullare il controllo dei NOx una volta che l'auto è in movimento.

GOGNA MEDIATICA L'irregolarità interesserebbe 60.000 tra Opel Cascada, Insignia e Zafira costruite tra il 2013 e il 2016 ed equipaggiate di motori diesel Euro 6. 10.000 esemplari popolerebbero il mercato tedesco, mentre il resto della flotta sarebbe stato venduto all'estero. Come specificato dalla stessa KBA, Opel è innocente fino a prova contraria. Ma si sa, una volta che si sale sul banco degli imputati, il danno di immagine ha effetto immediato. 

OPEL REPLICA Tanto più che l'accusa sarebbe quella di aver sforato i limiti legali di ossidi di azoto nella misura di 10 volte. Dal canto suo, il Costruttore si difende: nessuna indagine da parte della KBA. Già nel 2015, Opel avrebbe anzi "riconosciuto un margine di miglioramento e intrapreso su base volontaria una campagna tecnologica per aumentare il grado di trasparenza, efficienza e credibilità nei confronti del proprio pubblico".


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