Autore:
Lorenzo Centenari

DALLE STELLE ALLE STALLE Sempre più isolato, e non solo perché da una settimana la sua dimora è una fredda cella di un carcere di Tokyo, un contesto in assoluta antitesi col lusso del quale si è sempre circondato. Carlos Ghosn è solo perché in seguito a Nissan, anche il board di Mitsubishi ha votato per il suo allontanamento. Ghosn licenziato dall'azienda che due anni fa salvò da una profonda crisi, ma si sa: in affari non c'è spazio per i sentimenti, e quando interviene la Giustizia, schierarsi diventa necessario. 

ONE MAN BRAND Dei tre membri dell'Alleanza, solo Renault (salvo altri Cda straordinari) ha rinnovato a Carlos Ghosn l'incarico, sia quello di presidente, sia la sua funzione di amministratore delegato. E proprio la partnership con la Losanga è al centro delle riflessioni condivise con investitori e dipendenti dal Ceo Nissan Hiroto Saikawa: "Ghosn un accentratore, ora necessario un incontro con vertici Renault e Mitsubishi per discutere delle ripercussioni di un episodio così inatteso".

SITUAZIONE DELICATA Venti di tensione sferzano le stanze di quello che nel 2017 aveva sul campo conquistato il titolo di primo Costruttore al mondo. Ma che avendo ora perso l'uomo chiave, ha l'esigenza di difendere la sua stabilità. In sostanza, Nissan potrebbe chiedere esplicitamente di rinegoziare i rapporti di forza col socio francese, e ripristinare in seno all'Alleanza una governance più democratica. Temi spinosi, per affrontare i quali - pena l'indebolimento di proficue sinergie - servirà da parte dei top manager la massima diplomazia. 


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