Test Drive

Volvo S60 R


Avatar di Mario Cornicchia , il 16/08/05

16 anni fa - Pugno di ferro in guanto di velluto.

Sotto il vestito... i muscoli! Solo piccoli dettagli tradiscono la vera natura di questa svedese: dietro una facciata elegante si nasconde una vera belva, capace di sfidare in pista le sportive più accreditate. Pronta però a rivestire i panni della berlina tutta casa e ufficio.

GIOCHI DI COPPIA Qualche anno fa, quando si parlava di problemi di coppia, si pensava subito a incompatibilità di carattere o a problemi erettili. Ora, quando si parla di automobili, tutti o quasi guardano un dato in più oltre ai canonici consumi e la velocità massima. Ora anche il valore di coppia massima ha il suo peso nella scelta di un'automobile. Merito dei nuovi motori a gasolio, disponibili a spingere con forza senza bisogno di tirare le marce come piloti di Formula Uno, a tutto vantaggio del piacere e della facilità di guida.

NOBLESSE OBLIGE Ora, anche i motori a benzina hanno imparato la lezione, anche quelli più esasperati. È il caso della versione R della Volvo S60, quella cattiva, quella che in pista si trasforma in una vera belva. Belva sì, ma ha sempre il DNA di Volvo. Lo si capisce al primo sguardo che la S60 R è una esasperata non esasperante. Cosi come non è esasperato il suo look. Con la classe discreta di famiglia, la S60 evita il trucco da bionda del tirassegno per un maquillage sobrio e, soprattutto, funzionale.

EFFETTI SPECIALI Pochi tocchi, come il frontale più maschio, un piccolo spoiler quasi invisibile in coda e cerchi da 17 pollici, gommati sportivi con pneumatici alti come la suola di un infradito. La R è disponibile anche in un sobrio color argento con interni blu metallizzato. Avete letto bene, metallizzati sono gli interni, rivestiti in pelle di un bel color blu con riflessi metallizzati. Un tocco sportivo ma geniale e di classe, che ben si abbina ai bei dettagli in alluminio dell'abitacolo, come la serrandina che nasconde il vano scavato nel tunnel centrale.

ANIMALE DA PISTA Una personalità sdoppiata quella della S60 R, nello stile e nel comportamento. Il primo contatto con la R risale allo scorso anno, sulla pista di Imola. E il ricordo è ben inciso nella mia memoria: la S60 R, a dispetto del suo aspetto pacioso, è un'autentica bestia da circuito, potentissima, veloce, con un assetto senza peccati e freni assolutamente infaticabili (con nessuna auto in prova a mia memoria è stato consentito di effettuare cinque giri di pista a fuoco senza sosta).

IN PARATA Stupefacente che su strade aperte al traffico, invece la belva si levi l'ignifuga e si travesta col gessato. L'aplomb è tutto svedese, con la sesta marcia che regge fino a velocità da pellegrinaggio. E non è che a questa andatura il motore si distragga a risolvere l'ultimo Sudoku: se si apre lo spazio per un sorpasso, non è necessario ricorrere al cambio, è sufficiente premere un poco di più sul pedale dell'acceleratore.

UNA FIONDA Appena si accelera anche se il motore sembra girare a poco più del minimo, l'accelerazione è poderosa e si effettua il sorpasso in un attimo, per tornare allo stato di quiete quando si riprende il passo, tutto in sesta e senza scalare una marcia. Giusto per rendere l'idea di quanto la S60 R sia piacevole da utilizzare su strada aperta, con 300 cavalli assolutamente non bizzosi e disponibili a passare dal passo dei lipizzani al galoppo dei mustang.

A CARO PREZZO Detto ciò, è facile capire quanto sia piacevole viaggiare con una S60 R, che non fa altro che esaltare il DNA di famiglia, tutto comfort e facilità di guida. L'unico prezzo da pagare, oltre a quello di acquisto e a quello della svalutazione a cui si va incontro, è quello che si paga dal benzinaio. In rapporto alla mandria che è necessario abbeverare i consumi sono tutto sommato contenuti, ma siamo comunque nell'ordine dei 7/8 km/litro per il pilota veloce ma attento agli sprechi. Ma le cose belle si pagano, sostiene la saggezza popolare...


Pubblicato da M.A. Corniche, 16/08/2005
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