Prova

Volkswagen Polo GTI


Avatar Redazionale , il 09/04/06

15 anni fa - Tre lettere, una garanzia.

Con mascherina nera e filetti rossi la piccola Volkswagen si veste da sportiva e fa il verso alla Golf. Il motore 1.8 turbo da 150 cv e prestazioni di tutto rispetto consigliano di non liquidarla come un "vorrei ma non posso"...

FIL ROUGE Il filo conduttore che la lega alla storia della Volkswagen, questa Polo ce l'ha cucito addosso. E' rosso, inserito nella mascherina e ai bordi delle cinture di sicurezza ed è abbinato, come si conviene, alla sigla GTI. Tre lettere che valgono come garanzia di sportività a denominazione di origine controllata e che in Germania usano con il contagocce, ben attenti a non rovinarsi una reputazione costruita in tre decenni.

TUTTA SUA SORELLA

Modanature rosse a parte, questa Polo fa di tutto per assomigliare all'altra GTI, la celeberrima Golf. Alla più famosa sorella maggiore s'ispirano le prese d'aria ai lati dello spoiler e la mascherona nera con griglia a nido d'ape. Il nero spunta anche a fare da cornice alle parabole dei fari che finiscono così con l'avere l'aria di un occhio pesto alla Paolo Migone. Il trucco pesante dona però alla piccola Volkswagen che perde l'espressione seria e un po' imbronciata delle versioni comuni a favore di una grintosa, da "Anche le utilitarie, nel loro piccolo, s'inc.....o!".

GTI STYLE

Il perfetto stile GTI sono anche i cerchi in lega a cinque razze da 16", che calzano pneumatici 205/45. Alle loro spalle fanno capolino pinze freno rosse, che mordono dischi anteriori autoventilanti da 288 mm e posteriori pieni da 232 mm. Completano il look da battaglia il piccolo spoiler sistemato sopra il lunotto, le minigonne nere e i doppio terminale di scarico cromato a canne mozze, che spunta minaccioso dal paraurti.

A SCACCHI

Anche l'abitacolo si adopera per strappare una lacrimuccia ai nostalgici delle prime GTI, con sedili sportivi rivestiti da un classicissimo tessuto a quadrettoni. A far loro da contorno c'è il volante in pelle con le impunture rosse, la stessa finitura adottata per l'impugnatura del freno a mano, oltre che per il pomello e la cuffia del cambio. La pedaliera è invece in alluminio, materiale usato anche per le maniglie delle porte e richiamato dalla plastica metallizzata che riveste la console centrale.

SEMPREVERDE

A spazzare via ogni eventuale dubbio residuo sulla legittimità dell'uso della sigla GTI da parte di questa Polo ci pensa il motore, che sotto il cofano dell'altra GTI, la Golf, ha trascorso in passato diverse stagioni. Si tratta infatti del noto 1.800 turbo con distribuzione a venti valvole (sono cinque per cilindro, tre di aspirazione e due di scarico) nell'occasione rivisto in alcuni particolari ma capace sempre di una potenza di 150 cv a 5.800 giri. La coppia massima è invece di 220 Nm, stabili tra i 1.950 e i 4.500 giri. Sono valori di tutto rispetto, che rapportati ai 1.164 kg di massa, si traducono in un rapporto peso/potenza di 7,76 kg/cv. La velocità massima è di 216 km/h, con un tempo di 8,2 secondi nello scatto 0-100 e con percorrenze medie di 12,8 km/litro.

3 O 5 PORTE

La Polo GTI è a listino ormai da gennaio ma i primi esemplari stanno arrivando solo in questi giorni nelle concessionarie. Le varianti sono due, a tre e a cinque porte, offerte rispettivamente a 19.352 e 19.856 euro. Per entrambe la dotazione standard prevede cose quattro airbag, il climatizzatore automatico, i fendinebbia e il controllo elettronico della stabilità Esp, oltre ai già citati sedili sportivi e ai cerchi in lega.

TOCCO DI COLORE

Sedendosi al volante, la cura GTI si nota più che altro per una questione visiva. L'occhio indugia sui molti dettagli che farebbero la gioia dei più feticisti appassionati di tuning e che danno un tocco vivace ai sobri interni della Polo. Alla fine, l'impostazione di guida non è però tanto diversa da quella solita, anche se ciò non è certo un difetto. Il sedile si regola facilmente e scende ben in basso, come sulle vere sportive, con il volante che può essere alzato e avvicinato a piacere. I comandi sono a portata di mano e tutto ha un'aria solida.

CHE VOCIONE

Un giro di chiave e il motore si avvia, lasciando capire sin dalle prime sgasate che il lavoro dei tecnici si è concentrato anche sull'accordatura dello scarico. Ai bassi il rumore è secco, deciso, appena accompagnato in sottofondo dal sibilo della turbina, che si fa sempre più possente man mano che sale il regime. E' un vero piacere per chi ama guidare a orecchio nel misto ma è anche una presenza un po' invadente nelle lunghe tirate autostradali, quando al concerto si uniscono pure i fruscii aerodinamici che vengono dagli specchietti.

PIATTO RICCO

Ad accompagnare il fumo, comunque c'è anche una ricca porzione d'arrosto. Il 1.800 turbo inizia a trotterellare tranquillo attorno ai 1.500 giri, per cambiare poi registro quando la lancetta del contagiri supera quota 2.000 e schizza insù come se fosse caricata a molla. Il meglio della GTI viene fuori ai medi, con un tiro molto vivace, mentre gli allunghi non sono altrettanto brillanti. Volendo insistere con una marcia tra una curva e l'altra si possono vedere indicati anche i 7.000 giri ma è più redditizio cambiare poco sotto i 6.000, attorno al regime di potenza massima.

A FIONDA

Il cambio manuale a cinque marce fa da ottima spalla al motore. La leva ha una corsa breve e gli innesti sono piuttosto rapidi e precisi. I rapporti sono relativamente corti, con una quinta da 3.500 giri a 130 km/h che consente di passare da 80 a 120 km/h in 10 secondi netti. In quarta il tempo scende a 7,5 secondi ma non serve avere il cronometro in mano per capire che la Polo GTI di birra ne ha quanta serve per trarsi d'impaccio in ogni frangente e per assicurare un gran divertimento.

NON E' ESTREMA

Una bella mano in tal senso la dà anche l'assetto, ribassato di 15 mm rispetto a quello originario con l'adozione di molle più corte oltre che più rigide. La soluzione non è comunque di quelle estreme e la Polo GTI è lungi dall'essere dura come un'asse da stiro. La taratura delle sospensioni è pensata senza dimenticarsi dell'incolumità delle vertebre sullo sconnesso, assicurata pagando come prezzo solo un lieve rollio nelle curve affrontate con maggior decisione. In ogni caso, la piccola Volkswagen gira svelta, appena appoggiata sulle ruote esterne ed è sempre pronta a scattare sull'attenti e a obbedire diligente in caso di correzioni.
Pubblicato da Paolo Sardi, 09/04/2006
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