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Volkswagen Maggiolino Cabriolet


Avatar Redazionale , il 12/11/13

7 anni fa - Più sportivo e sempre più affascinante

Se non fosse l’erede del new Beetle della fine degli anni novanta, sarebbe più facilmente considerata la miglior rievocazione di un mito del passato. Ma ora è molto più sportivo e affascinante di prima

EREDITA’ SCOMODA? Del primo Volkswagen Maggiolino Cabriolet si poteva dire di tutto: che andava piano, che frenava poco, che consumava parecchio (specialmente a fine carriera), e che non aveva spazio per i bagagli. Tutto vero, ciò nonostante, è stato un vero fenomeno di costume, forse la cabriolet più popolare se non anche la più venduta. E del nuovo Maggiolino Cabriolet? Vi racconto la mia esperienza.

PIU’ EVOCATIVO… L’emozione di provare un’auto nuova fa parte del mio mestiere, sono abituato a gestirla e controllarla, ma con il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet ho dovuto sforzarmi un po’ di più. Perché per chi ha superato i cinquanta, non solo sa rievocare i tempi migliori della nostra vita, ma soprattutto perché riesce a farlo, sin da subito, molto meglio del new Beetle che l’ha preceduto. Dalle immagini non si coglie fino in fondo la differenza, bisogna vederla, toccarla e guidarla, per capire che sa riecheggiare molto meglio l’icona del passato, di quanto non facesse il new Beatle nato alla fine degli anni novanta.

… E PIU’ SPORTIVO Il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet è più filante e sportivo, sia chiuso sia aperto. Anzi, con la capote abbassata riesce (quasi) a ricordare di più le prime speedster di Stoccarda che non l’originale Maggiolino Cabrio. Le fumettistiche rotondità della New Beetle erano fin troppo marcate, mentre ora tutte le proporzioni sono più in armonia: dai parafanghi alla bassa banda laterale che richiama l’originale pedana che congiungeva proprio i due parafanghi, fino all’inclinazione del parabrezza, più pronunciata e, appunto, sportiva.

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L’ARMONIA IN PLANCIA Anche negli interni il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet sa richiamare con armonia ed eleganza lo stile di allora. Evidente il volante, ma su tutto spicca quel (secondo) vano porta oggetti davanti al passeggero, perfetto mix di classe retrò, che richiama la plancia metallica dell’originale Käfer (maggiolino, coccinella in tedesco: il nome con cui i tedeschi chiamavano la VW Typ 1, il primo Maggiolino).

PROVE TECNICHE D’APERTURA Salgo, metto in moto il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet e parto. Pochi chilometri e rallento per abbassare la capote. Riprendo la velocità normale e faccio un po’ di prove con i finestrini, alzati o abbassati, sia davanti sia dietro, per trovare la combinazione migliore. Mi fermo per montare la copertura della capote, così nel cielo del baule scopro il vano in cui è fissata la rete frangivento. La monto e riparto.

LA GRANDE RETE (DOPPIA) Lasciatemelo scrivere: una vera libidine! Malgrado sia già autunno, è sufficiente che non piova troppo perché si possa osare e viaggiare all’aria aperta. Il clima automatico del nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet si mette all’opera fornendo un piacevole calore che sale dal basso a riempire la bolla d’aria creata dalla doppia rete, posta dietro la testa e sopra i sedili posteriori. Fino a oltre i 100 all’ora neppure il fruscio aerodinamico disturba, tanto da permettermi di apprezzare la musica del mio iPod attraverso l’impianto marchiato Fender (amplificatore a 10 vie con subwoofer e connettore iPod/iPhone nel cassettino: 788 euro).

PRECISA COME… Comincio a prenderci gusto con il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet. E’ la versione 1,4 turbo benzina (160 cavalli), che con il cambio a doppia frizione DSG a sette marce risulta morbido e vigoroso già in basso, con una bella progressione fino a oltre 5.000 giri. Una bella accoppiata, sportiveggiante senza eccessi, brillante e divertente. Anche l’assetto e lo sterzo mi soddisfano, tanto per il buon compromesso tra comfort e tenuta di strada, quanto per la precisione nell’inserimento in curva: sembra di guidare una Golf, e non è certo un male, anzi.

PREZIOSO COMPAGNO DI LAVORO Fortuna ha voluto che abbia potuto usare il Volkswagen Maggiolino Cabriolet per un itinerario turistico, che trovate tra gli articoli correlati, ma anche come ottima vettura d’appoggio per un servizio video. Usato anche in modo non certo conforme al Codice della Strada, ma eravamo in un circuito privato e con tutte le attenzioni e le accortezze del caso, ho apprezzato ancor di più la dolcezza del motore e del cambio DSG, che ci hanno permesso di fare delle riprese in movimento senza strappi, e soprattutto senza far cadere cameraman e attrezzatura.

TRA ICONE DEL PASSATO Nella folta nicchia delle cabriolet spesso sono le più piccole a emergere, come la Mini o la 500, non a caso, come il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabriolet, rievocazioni di miti del passato, anche se la Mini cabrio è un fenomeno tutto moderno, ma sono certo che il Maggiolino saprà farsi largo nella mischia, anche se non ha certo prezzi popolari aggravati dalla solita lista di optional: lunga e costosa. Ma esercita un fascino tutto particolare, e non solo su chi ha i capelli bianchi…


Pubblicato da Roberto Tagliabue, 12/11/2013
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