Autore:
Andrea Rapelli

UN CLASSICO Da sempre un grande classico da gita domenicale, il Passo del Penice rappresenta un verde fazzoletto di paradiso a due passi da Milano. Un micromondo – quello dell'Oltrepo' Pavese – ricco di specialità enogastronomiche da leccarsi i baffi e paesaggi da fiaba. Che valgon bene un giro.

OCCHIO AL SALAME La strada statale che porta al Penice inizia ufficialmente da Voghera ma il bello comincia subito dopo Varzi, la Capitale del salame: una tappa per assaggiare il famoso insaccato, che ha ottenuto la denominazione DOP, è obbligatoria. Passato il centro abitato, si comincia a salire con alcuni gustosi tornanti ad ampio raggio.

ROBA DA GTI Inizia il bello: prestate solo attenzione alle condizioni dell'asfalto, non sempre liscio come un tavolo da biliardo, e alla sede stradale, un po' stretta in alcuni punti. Con la moto è sempre una goduria vera, con l'auto... ce ne vuole una piccola ma arrabbiata, roba da GTI, e gommata bene: sono felice di avere quattro Pirelli P Zero per arrampicarmi svelto e con grinta.

PANORAMI MOZZAFIATO Se invece non avete voglia di spingere potete consolarvi con gli scorci di rara bellezza che il percorso regala lungo la salita: dolci colline che degradano piano verso la pianura, ricoperte da prati che più verdi di così non si può (almeno in primavera). Insomma, la gita piacerà molto anche alla vostra lei. L'aria è pura, il traffico – durante la settimana – davvero scarso.

BENVENUTI IN EMILIA Il misto strettissimo appena prima del Passo è splendido da affrontare sia in moto sia in auto ma state attenti a non farvi prendere troppo la mano, perché la zona è sempre in ombra e l'asfalto rimane umido in più punti. In cima (1.149 metri) il menu del Ristorante Lo Scarpone tradisce chiaramente l'appartenenza ad un'altra Regione: l'Emilia Romagna. Se dopo il lauto pasto – consiglio i Pisarei, tipica pasta emiliana – il pendio verde con impianti sciistici vi sembrerà un'allucinazione, non temete: d'inverno sul Penice si scia davvero!

SANTI E SANTUARI I motociclisti più ossequiosi porgeranno omaggio alla statua del loro protettore, San Colombano d'Irlanda: un monaco missionario irlandese che fondò numerose chiese in tutta Europa, tra le quali l'Abbazia di Bobbio, ai piedi del monte Penice. Chi invece vuole godere di un panorama mozzafiato può salire fino al Santuario di Santa Maria in Penice (1.460 metri), raggiungibile in auto in primavera ed estate: d'inverno, la neve blocca i circa 4 km che lo separano dalla strada principale.

CURVE A CHIUDERE La discesa può finalmente iniziare: ad attendervi, curve strette in rapida successione. Negli 11 km che separano la vetta da Bobbio, grazioso centro sul fiume Trebbia, la strada si allarga un po' ma la concentrazione non deve calare, perché molte curve obbligano a chiudere la traiettoria proprio quando pensi che, invece, sia il momento di allargare. Da questo versante il percorso è più assolato, quindi la sede stradale rimane perfettamente asciutta, oltre che un filo meno rovinata.

LA LEGGENDA DEL PONTE Bobbio, piccolo centro romanico con negozietti tipici e ristorantini tradizionali, val bene una tappa. Anche per ammirare il maestoso Ponte Gobbo sul Fiume Trebbia, voluto da San Colombano e chiamato anche Ponte del Diavolo. La leggenda narra che il Diavolo si offrì di costruirlo in una sola notte, a patto di possedere l'anima del primo che lo avesse attraversato. San Colombano accettò: la caratteristica irregolarità costruttiva del ponte deriva dal fatto che il Demonio lo costruì con l'aiuto di demoni di corporatura e altezza diversa. Il mattino seguente il monaco tenne fede alla parola data ma, vista la forma “sbagliata” del ponte, ingannò il Diavolo facendovi passare per primo un cane.

VERSO IL MARE La scelta, ripartiti da Bobbio, è semplice: si può risalire sul Passo - in Luglio non mancate la rievocazione storica della famosa gara in salita Bobbio-Passo Penice - oppure, se avete tempo, prendere la SS45 e costeggiare il Trebbia verso Sud. Tra gole e rocce, colline e anse, attraverso scorci incantevoli e spiaggette buone per un tuffo rinfrescante, arriverete fino al mare della Liguria. Per una focaccia come si deve.


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