Pubblicato il 24/10/20

DI SUCCESSO PER TRADIZIONE Per Volvo le station wagon sono una tradizione che dura da decenni e, finora, a Göteborg non ne hanno sbagliata una. A partire dalle 240/245, alle 940/960, le 850 e le V70 fino ad arrivare a oggi, con l’ultima generazione che, in qualsiasi taglia, non spezza il ritmo. E, oggi, le wagon Volvo si danno anche una scossa, con le versioni PHEV ibride plug-in: metto alla prova la Volvo V90 T6 Recharge nella sua variante di allestimento orientata al lusso, la Inscription.

Linee eleganti e fianchi larghi per la Volvo V90 T6 Recharge Plug-in Hybrid AWD Inscription

LE DIMENSIONI

Sono un fan della sua sorella con le gambe lunghe, la CrossCountry, ma quando trovo la V90 T6 Recharge Inscription nel nostro posteggio, mi colpisce la sua eleganza. Anche se mi fa pensare a una enorme tavoletta di cioccolato, il Maple Brown che la veste non è certo uno dei miei colori preferiti: la sceglierei Denim Blue con gli interni Maroon Brown, anche se alla V90 donano i colori scuri che ne snelliscono le dimensioni generose (494x189 cm). È lunga lunga, con un passo che può contenere tranquillamente una Smart ForTwo di ultima generazione (294 cm), ed è sportivamente bassa (147 cm) contribuendo all’effetto lunghezza.

LO STILE

Lo stile della Volvo V90 T6 Recharge è pulito, scandinavo nella sua sobrietà, con lamiere lisce e zero fronzoli. Il suo stile è fatto di curvature lievi che disegnano una presenza elegante e al contempo quasi sportiva, con i parafanghi bombati che sembrano su misura per contenere le gomme 255/40 montate su cerchi da 19 pollici (di serie 245/45 R 18) e che, nella vista di coda piena, disegnano belle spalle larghe. Non amo le cromature, ma su questa V90 non mi disturbano per nulla, fregi sottili che rendono lo stile ancora più leggero. Mi piace molto la piccola cornice sagomata alla base delle maniglie delle portiere, esclusiva dell’allestimento Inscription.

GLI INTERNI

Volvo V90 T6 Recharge Plug-in Hybrid AWD Inscription, gli interni

All’interno lo stile è sobrio ed elegante quanto l’esterno, e anche di più. Stile accogliente e originale, pulito e impreziosito da materiali pregiati nell’aspetto e nella qualità. Gli interni Blond in pelle, a contrasto con la moquette e la parte superiore di portiere e plancia scure esaltano la tridimensionalità dell’inconfondibile stile della plancia, dominata dallo schermo verticale Sensus. La fascia orizzontale in legno opaco completa l’opera. Lo spazio, ovviamente, non manca. Ai posti anteriori si trovano le ormai famose poltrone Volvo, grandi, comode e regolabili elettricamente anche nella profondità della seduta e del supporto lombare. Ma per la versione Recharge della Novantona non è disponibile la ricarica wireless per lo smartphone. A chi siede dietro spetta un vero divano, profondo nella seduta e con tanto spazio per le gambe.

IL BAGAGLIAIO

Il bagagliaio è profondo quasi 120 cm e largo 110 cm, nel punto più stretto, quanto basta per potercisi sdraiare e per disporre le borse in due file. Il volume disponibile sotto la tendina ad apertura/chiusura automatica è 560 litri e, sotto il piano di carico, oltre al kit per la riparazione delle forature, si trova un vano in cui riporre almeno uno dei cavi di ricarica in dotazione. Anche se ai lati ci sono quattro ganci per agganciare borse piccole, come quelle della spesa, per evitare che navighino a ogni curva in tanto spazio e in questo aiuta anche il geniale reggiborse, la porzione del piano di carico che si solleva per creare una barriera allo scivolamento.

Volvo V90 T6 Recharge Plug-in Hybrid AWD Inscription, gancio di fissaggio del carico

LA TECNICA

Ma veniamo al sodo, all’anima ibrida plug-in della V90 T6 Recharge, sorella minore della versione T8. La T6 ha un motore quattro cilindri duemila a benzina da 253 cavalli e 350Nm abbinato a un motore elettrico da 87 cavalli e 240 Nm. Il motore termico spinge sulle ruote anteriori e l’elettrico sulle posteriori, così da rendere la V90 T6 Recharge una AWD, con la trazione sulle quattro ruote. Grazie al bocchettone sul parafango anteriore sinistro si ricarica la batteria da 11,6 kW/h, di cui 9,1 utilizzabili. Si ricarica in tre ore collegata a colonnine fino a 22 kW, in quattro ore alla presa di casa. Durante la mia prova la ricarica domestica ha impiegato più tempo, tra le 5 e le 6 ore. L’autonomia elettrica dichiarata è 51-61chilometri, a seconda che la V90 sia full optional o standard.

PRESTAZIONI E CONSUMI

La velocità massima, come su tutte le Volvo di ultima generazione, è limitata a 180 km/h e, malgrado la mole, i due motori le consentono di raggiungere i 100 km/h partendo da ferma in 5,3 secondi. I consumi dichiarati nel ciclo WLTP sono da Velosolex: 1,7/2,7 litri per 100 km, ma dipende da quanto sfruttate la spinta elettrica. Ho percorso circa 3.000 chilometri con la Volvo V90 T6 Recharge AWD e il computer di bordo ha rilevato un consumo medio pari a 8,3 l/100 km. Partendo con le batterie cariche mi è capitato di arrivare alla fine di un viaggio di poco meno di 400 chilometri con un consumo medio di 5,4 l/100km, o di viaggiare con batterie scariche e di arrivare alla meta sullo stesso circuito con consumi di 9,5 l/100km. Ma anche di partire da 1.000 di altitudine con zero autonomia elettrica, 50 km di autonomia termica e arrivare a Milano dopo 50 km con 60 km di autonomia termica.

I VANTAGGI DELL'IBRIDO PLUG-IN La mia prova della V90 T6 Recharge AWD merita una considerazione di carattere generale sulle ibride plug-in. Avere una batteria più capace rispetto a una full hybrid FHEV non significa soltanto poter disporre di una autonomia solo elettrica di qualche decina di chilometri, ma anche di avere un sistema ibrido più efficiente. Per esempio, se percorro 30 chilometri partendo da 2.000 metri fino a 500 metri, arrivo a destinazione con circa 20 chilometri di autonomia elettrica, recuperando energia che, altrimenti, si sarebbe sprecata soltanto per scaldare i dischi freno. Avere un magazzino più grande dove accumulare energia significa anche gestire meglio il recupero di energia, vantaggio meno evidente in pianura, più consistente se vi muovete tra salite e discese. In questi casi, per non sembrare un negato al volante con i freni sempre tirati, si può utilizzare in discesa la posizione B del cambio che aumenta la frenata rigenerativa.

Volvo V90 T6 Recharge Plug-in Hybrid AWD Inscription, la leva del cambio automatico

GIOCA DI STRATEGIA Detto ciò, l’ultima generazione di plug-in hybrid PHEV di Volvo utilizza bene gli elettroni ed è efficiente ed efficace nelle ricariche, un passo avanti rispetto alla V60 T8 AWD che ho provato recentemente. Non esistono informazioni ufficiali da parte di Volvo, ma sono convinto che la V90 T6 Recharge AWD tenga conto delle mie intenzioni. Ho provato ad affrontare il medesimo percorso impostando o meno la destinazione sul navigatore e la gestione degli elettroni sono certo che cambi: se non imposto una meta la V90 utilizza l’energia elettrica come se non ci fosse un domani, sfruttandola tutta subito, se rendo note le mie intenzioni, invece, attiva il motore termico più frequentemente quando è antieconomico viaggiare elettrici, come su salite ripide, al fine di tenere in serbo energia per condizioni in cui con poca energia elettrica si fa molta strada senza consumare benzina o per aiutare il quattro cilindri nelle accelerazioni e nel traffico urbano.

AL VOLANTE

Dopo i primi chilometri ho pensato alla V90 T6 Recharge AWD come a un tappeto volante: silenziosa, con il passo lungo che passa sopra ogni cosa rendendo lisce anche le ondulazioni della Milano-Torino e con l’assetto morbido che completa l’opera. Sono passato alla V90 lasciando un’altra PHEV, la BMW 330e e, dall’assetto piuttosto deciso della tedesca alle morbidezze della svedese, ho provato all’inizio un po’ di imbarazzo. Poi mi sono ricordato delle amate V70 del passato, morbide e comode ma con cui, una volta in appoggio, affrontavo qualsiasi curva a manetta. Così è la V90, morbida, con lo sterzo non molto diretto, ma capace di tanto comfort e altrettanto controllo anche se si viaggia veloci.

SORVOLA LA STRADA All’accensione la Volvo V90 T6 Recharge AWD parte in modalità ibrida, il miglior compromesso tra prestazioni e consumi. In questa modalità la reazione al kick-down non è velocissima e la novantona elettrificata scatta ma potrebbe fare di meglio. Se si ha fretta, o se si affronta una strada con curve che prevede l’eventualità di frequenti sorpassi, meglio scegliere la modalità Dynamic, con la trasmissione più pronta a essere sollecitata con l’acceleratore, ma senza usare le marce corte come in una prova speciale. Potete anche scegliere la modalità Individual, con cui personalizzare il layout degli strumenti, scegliendo la modalità con indicatore di energia utilizzata e rigenerata oppure, per i nostalgici, un bel contagiri tradizionale, lo sforzo allo sterzo, il tipo di trasmissione (awd, pure, hybrid, power), la frenata sportiva (con le pastiglie che si tengono più vicine ai dischi) e la modalità ECO del climatizzatore. Tra le modalità potete scegliere anche Pure, per la guida solo elettrica o AWD, con il motore elettrico che invia potenza alle ruote posteriori sempre ingaggiato. Sfogliando le pagine del Sensus verso sinistra, potrete anche scegliere se congelare il livello di carica della batteria o decidere di utilizzare il motore termico per ricaricarla (con un aumento dei consumi di circa 5 l/100 km).

Volvo V90 T6 Recharge Plug-in Hybrid AWD Inscription, il display dell'infotainment Sensus

CHE ARIA TIRA A BORDO Cleanzone, è il sistema di Volvo che provvede a mantenere pulita l’aria all’interno, di cui fa parte anche il multifiltro AQS (310 euro), che funziona egregiamente nel filtraggio del particolato e nella prontezza nel chiudere le bocchette. Ho apprezzato anche la sua funzione di ventilazione che rinfresca automaticamente l’abitacolo quando si apre l’auto o quando, tenendo premuto il pulsante sul telecomando si abbassano contemporaneamente tutti i vetri, evitandomi di calarmi in un forno quando ho posteggiato sotto il sole estivo cocente. Ho provato anche il sistema Rear Collision Warning & Mitigation, quando chi mi seguiva è arrivato a pochi centimetri dal tamponarmi: funziona, tutte le cinture si sono pretensionate ancora prima che mi accorgessi di quanto stava accadendo dietro di me.

PREZZI E ACCESSORI

Quando provo le Volvo mi si attiva sempre un certo sentimento di dipendenza, mi ci abituo e, quando è il momento di riconsegnarle a fine prova, mi dispiace sempre. Anche la Novantona finirebbe sicuramente nella mia shopping list, e sarebbe tra le favorite. Sappiate che la Volvo V90 T6 Recharge Plug-in Hybrid AWD Inscription costa 72.450 euro e che una come questa della prova costa 79.040 euro grazie all’aggiunta di optional che forse sceglierei anche io, come i cerchi da 19” da 650 euro (è uno dei pochi casi in cui consiglio cerchi più grandi, per estetica e guida), vernice metallizzata (1.090 euro), pacchetto Climate 1 con sedili anteriori, volante e lavaparabrezza riscaldati (520 euro), il pacchetto Lighting per rendere attivi i fari full di serie, Visual Park Assist 360 che aggiunge alla retrocamera e ai sensori di posteggio anteriori e posteriori la visione a 360 gradi (610 euro), Intellisafe Surround (610 euro), Multifiltro AQS per l’abitacolo (310€) e vetri posteriori oscurati (460 euro). Eviterei sicuramente di spendere 260 euro per il parabrezza riscaldabile, utile di inverno ma con la trama della sua resistenza annegata nel vetro un po’ fastidiosa nel resto dell’anno.


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