Pubblicato il 11/07/21

Ve la ricordate la Classe A che capottava? Quanta acqua è passata sotto i ponti da allora: non solo per quanto riguarda stabilità e tenuta di strada, ma anche quanto a qualità percepita. Ricordo che quando salii a bordo della vecchia – anzi ormai vecchissima – Mercedes Classe A pensai che gli interni, con tantissima plastica dura in vista, fossero cheap. La differenza con gli altri modelli della Casa era marcata, forse troppo. Oggi, la Mercedes Classe A guarda le sorelle maggiori con giustificata spavalderia: anche la piccola di casa è in tutto e per tutto una vera Mercedes. E quanto al motore...

GLI INTERNI

Ecco, furse questo è il tratto che più di tutti distingue le auto con la Stella a tre punte sul cofano dalle altre premium di provenienza tedesca. Mercedes non ha una banca organi da condividere con altri brand del Gruppo. E ora, qualunque modello tu scelga, quando ci sali hai l'immediata certezza di essere a bordo di una vera Mercedes. Non di un'auto a cui hanno cambiato l'emblema sul cofano.

GIOCA BENE CON MATERIALI E FINITURE Gli interni della Mercedes A180d Premium in prova, in particolare, sono una meraviglia. Il contrasto tra la plastica morbida della plancia, le finiture piano black, il (finto) alluminio delle bocchette di ventilazione e l'alcantara dei sedili e dei pannelli porta grida premium a gran voce. E il family feeling con i modelli di classe superiore è un gioco al rialzo. Molto fa la console centrale, con il touch pad (che è un di più ma a volte torna comodo) e con il mobiletto centrale che si apre come le conchiglie a due valve: una soluzione che ti porta subito lontanissimo dall'idea di un'auto fatta al risparmio.

Mercedes Classe A180d, i sedili anteriori

SEDILI TOP E che belli i sedili sportivi! L'unica pecca sono i poggiatesta fissi perché integrati nello schienale: molto inclinati in avanti, limitano le possibilità di regolazione. In compenso sono perfetti per la mia corporatura: fasciano stretto e mi fanno sempre sentire perfettamente supportato. In più i fianchetti pronunciati trattengono bene in curva, senza rendere difficile salire e scendere dall'auto: anche perché la seduta, al contrario, ha un profilo piuttosto aperto.

ABITABILITÀ Lo spazio a bordo, devo dire, più che da auto a 5 posti è di una 4+1: in tre dietro si sta stretti e il tunnel centrale è altissimo. Ma il lusso, si sa, non è per tutti. Poco importa se da 4,42 m di lunghezza ci si potrebbe aspettare qualcosa in più in termini di abitabilità e bagagliaio (da 355 a 1.200 litri): qui più che il quanto conta il come. E il piano di carico di poco più basso della soglia agevola il carico e scarico. Anche questo conta.

AL VOLANTE

Fasciato dal sedile sportivo afferro la corona del volante, che ha sezione allungata ed è rivestita di pelle dall'aria molto pregiata. Ecco di nuovo tornare il concetto che il come conta più del quanto. Se anche sotto il cofano si trova un tiepido 1,5 litri da 116 cavalli e 260 Nm a gasolio, l'impressione è di essere su un'auto prestazionale. Impressione accentuata dal peso del volante, che senza affaticare in manovra ha però una bella consistenza.

Mercedes Classe A180d, il volante

QUESTIONE DI SOUND Il motore, alla prima accensione a freddo, non è il massimo della raffinatezza e trasmette qualche lieve vibrazione al sedile (più discreto quello della Mercedes A250e plug-in hybrid, qui la prova). Ma a caldo cambia tutto. In autostrada è molto silenzioso e mi permette di ascoltare la musica o i programmi radio senza alzare molto il volume. Si fa sentire, con una certa insistenza, va detto, solo quando tiro le marce: in questo caso, però, lo fa con una sonorità piuttosto armoniosa per un Diesel. Cupa e vagamente metallica, esprime grinta e si ascolta volentieri.

IL PIACERE DEL DIESEL L'acceleratore è sempre molto pronto e reattivo sotto al piede: persino quando delle tre modalità di guida Sport, Comfort ed Eco scelgo quest'ultima. Che mi aiuta a risparmiare carburante, ma certo non addormenta il motore e non è per nulla penalizzante per il piacere di guida. Dato il vigore che mi restituisce quando accarezzo il pedale destro, forse mi aspetterei più schiena in ripresa, ma alla fine la A180d prende velocità rapidamente. Lo 0-100 km/h in 10,5” non va più in là del decoroso (per chi ama correre, nel listino della Classe A ci sono versioni ben più prestanti), ma la ripresa in condizioni di guida reali, dove si usano le natiche al posto del cronometro, non lascia insoddisfatti.

Mercedes Classe A180d, fascione e ruota anteriori

FATTA PER LE AUTOBAHN Davvero azzeccato l'assetto, che privilegia il comfort, ma rimane rassicurante nella guida dinamica e alle alte velocità. Il piacere di guida di questa Classe A passa per la netta sensazione che mi da di essere fatta apposta per le autobahn tedesche senza limiti di velocità, dove consente di viaggiare senza apprensione sempre sul filo del duecento all'ora (202 km/h è la velocità massima). Un aiuto viene dalle ruote da 18 pollici dell'esemplare in prova, che complice il particolare disegno del cerchio e abituati come siamo a misure ipertrofiche non sembrano poi così ribassate: né all'occhio né al volante.

I CONSUMI NEL MONDO REALE Tra l'altro i consumi sono davvero contenuti. In autostrada a velocità codice la Mercedes Classe A180d si accontenta di meno di 4,5 litri di gasolio ogni 100 km, mentre al limite in città – e parlo di traffico, non certo di velocità – il computer di bordo ha misurato 7,5 l/100 km. In definitiva i consumi medi nel mondo reale si avvicinano ai 20 km/l, per usare un'unità di misura superata dalle normative ma cara a molti. Niente male davvero! (E meglio di Classe A plug-in, qui a confronto con Audi A3). Molto si deve, probabilmente, all'aerodinamica. In questo il muso dal profilo basso aiuta: attenzione però a non prendere i dossi più alti con troppa disinvoltura.

ALTI E BASSI DELL'AUTOMATICO Il cambio automatico, va detto, è un po' lento in scalata se adoperato con i paddles dietro al volante e non trovo una funzione per farlo rimanere in modalità manuale: poco dopo le cambiate comandate da me torna sempre in modalità automatica. Che però è efficiente. E il particolare selettore sul piantone di sterzo, in luogo della leva tra i sedili, è una caratteristica che personalmente apprezzo delle Mercedes: rende più rapido passare dalla marcia avanti alla retro nelle manovre.

Mercedes Classe A180d, panoramica della plancia

ELETTRONICA SI, ELETTRONICA NO La plancia tutta digitale MBUX crea qualche riflesso, in alcune condizioni di luce, ma ciò non pregiudica la leggibilità. L'unico vero fastidio alla guida me lo dà il mantenimento di corsia, che ha un piglio invadente specie quando mi avvicino alle linee continue ai margini della carreggiata. Per fortuna le varie impostazioni del menu consentono di regolare l'intervento delle varie funzioni elettroniche o anche di spegnerle, ma una calibrazione più attenta che non infastidisse il conducente – e non lo invogliasse a spegnere tutto – sarebbe vantaggiosa per la sicurezza.

LESS IS MORE Proprio i menu e le funzioni elettroniche della Mercedes sono, a mio parere, l'aspetto meno riuscito dell'auto. Il motivo? Ce ne sono troppi. Less is more, dicono gli inglesi, e sinceramente quanti hanno la pazienza di famigliarizzare con le miriadi di opzioni delle auto moderne? Quanti, per esempio, continuano a cambiare la grafica del display digitale? Io l'auto la uso per spostarmi: salgo e la guido. Tutto ciò che chiedo è che mi faccia sentire comodo e coinvolto nella guida (cose che alla Mercedes A180d riescono benissimo, peraltro), non che sia pronta a soddisfare richieste che non farò mai. Bene i comandi vocali: solo una volta non mi hanno capito nella ricerca di una destinazione sul navigatore. E proprio quest'ultimo non è sempre chiaro nel visualizzare le indicazioni quando le svolte sono molto ravvicinate.

QUANTO COSTA

La Mercedes Classe A180d manuale attacca a 28.540 euro: per averla Automatic e allestita proprio come quella in prova, che parte da 30.690, vanno aggiunti in primo luogo i circa 5.000 euro dell'allestimento Premium e i 1.726 euro del Tech Pack (che comprende display a centro plancia da 10,25 pollici, parcheggio assistito, specchi esterni ripiegabili elettricamente e navigatore con mappe su hard disk), oltre a una manciatina di optional, non tutti irrinunciabili. Essenziale, secondo me, l'integrazione con Apple Carplay e Android Auto, che vale 366 euro. Se lo schermo da 10,25 pollici davanti al guidatore valga 549 euro lo lascio decidere a voi e così pure i 256 euro del supporto lombare regolabile. Personalmente non spenderei 720 euro per il colore Grigio Montagna: pur elegante, se devo pagarlo a parte preferisco un colore più originale come il Blue Denim, mentre ai 549 euro del Pacchetto Night, con cerchi neri e vetri posteriori oscurati dico no grazie. Al totale di 39.616 euro qualcosa si può limare senza grosse rinunce, secondo me.

LA SCHEDA TECNICA

Motore

1.461 cc, 4 cilindri, turbodiesel

Potenza

116 CV a 4.000 giri

Coppia

260 Nm da 1.750 a 2.500 giri

Velocità

202 km/h

Da 0 a 100 km/h

10,5 secondi

Cambio

Automatico a doppia frizione, 7 rapporti

Trazione

Anteriore

Dimensioni

4,42 x 1,80 x 1,44 m

Peso

1.385 kg

Bagagliaio

da 355 a 1.200 litri

Prezzo

da 30.690 euro

 


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