Autore:
M.A. Corniche
Pubblicato il 24/12/2019 ore 17:35

INCREDIBILE MA VERO Quando ho visto per la prima volta la BMW X7, pensavo a un esercizio di stile. Era una concept e mi sembrava talmente disegnata in grassetto, nelle dimensioni e nei dettagli, da non poter essere vera. Poi ho pensato ai mercati USA e Far East, dove le dimensioni spesso non sono un problema e dove, anzi, un bel marchio va indossato in bold. E la BMW X7 è arrivata davvero, eccessiva nelle dimensioni ma meno eccessiva nello stile rispetto alla sua concept del 2017.

GIGANTISMO Grande è grande, la BMW X7 misura 515 centimetri in lunghezza, 200 in larghezza ed è alta più dell’italiano medio, superando i 180 centimetri. Ha una presenza che fa ombra, è sicuramente imponente, ma sarebbe anche meno massiccia visivamente se non fosse per la coda diritta e alta adatta ad accogliere, come il guscio rubato di un paguro, una terza fila di sedili utilizzabile anche da due adulti, con tanto di braccioli, porta bicchieri, prese USB, attacchi Isofix e climatizzazione dedicata (optional, di serie a quattro zone per le prime due file di sedili). Vista di lato, la coda è proprio alta, mentre si snellisce subito appena si passa al tre quarti posteriore. I rail da station wagon sul tetto non la slanciano, la preferisco con il tetto pulito.

BMW X7, un doppio rene gigantesco

TUTTO IN PROPORZIONE Coda a parte, le dimensioni imponenti della BMW X7 xDrive 30d fanno sembrare di taglia normale i suoi cerchi monstre da 22 pollici (optional, da 20” di serie), ma il risultato finale è piacevole. Anche quel doppio rene gigante sul frontale, il più grande della storia di BMW e che sulla concept presentata al Salone di Francoforte del 2017 mi era sembrato pacchianamente gigante, sulla X7 definitiva non mi dispiace, ed è indispensabile per snellire le forme, funzione assolta anche dalle prese d’aria grandi come boccaporti da traghetto nella parte bassa del paraurti. Sulle fiancante il compito dimagrante è affidato alla modanatura a forma di bastone da hockey che parte dal parafango anteriore, dove nasconde una presa di ventilazione, per correre sotto le portiere.

''HEY, X7!'' All’interno trovo quanto mi aspetto da una BMW X7, tanto spazio, finiture e una dotazione tecnologica al massimo della produzione dell’Elica bianco-blu di Monaco. A partire dalla strumentazione completamente digitale, con schermo da 12,3” del Live Cockpit Professional di serie, che include anche il Control Display, anch’esso da 12,3”, al centro della plancia. Se avete l’ossessione del controllo, anche l’Head-Up display è di serie. Con i sistemi di infotainment BMW mi sono sempre trovato bene e continuo in questa esperienza anche sulla BMW X7, malgrado le funzioni a ogni nuova release siano sempre più numerose e sofisticate. La X7 aggiunge anche il comando vocale che risponde al richiamo “Hey BMW”: funziona bene, ma potrebbe capire meglio i miei comandi. O forse, dovremmo avere più tempo per fare amicizia.

OCCHIO MAGICO La X7 fa i check up e l’upgrade del software delle sue numerose centraline OnTheAir LINK e di serie offre la Digital Key per farsi aprire tramite smartphone.  La app BMW Connect offre una serie di funzionalità remote, dall’informare sui litri di carburante nel serbatoio e la relativa autonomia, alla possibilità di attivare la climatizzazione e la localizzazione GPS, ma anche una funzione che mi piace molto, la possibilità di vedere in remoto cosa accade intorno all’auto, tramite le sue quattro telecamere esterne abitualmente utilizzate per il posteggio.

BMW X7, terza fila di sedili e fino a 7 posti

FIRST CLASS La BMW X7 xDrive 30d arriva con il massimo del comfort nella configurazione dei sedili (di serie rivestiti in pelle), che non corrisponde però al massimo di praticità e spazio. Arriva con la seconda fila di sedili composta da due poltroncine singole, con tanto di braccioli e regolazioni elettriche, confortevoli per chi le utilizza e per chi deve accedere alla terza fila, ma non il massimo per praticità, non lasciandosi ripiegare completamente per fare spazio ai bagagli (o, quanto meno, io non ci sono riuscito, provando tutti i pulsanti presenti nel vano di carico per muovere le ultime due file di sedili). A proposito di lusso, la BMW X7 che provo ha anche la leva del cambio con la parte superiore in vetro sfaccettato come un diamante… per fortuna fa parte del pacchetto optional CraftedClarity che include altri dettagli in vetro (770€).

NAVE CARGO Per l’accesso al bagagliaio della BMW X7 la scelta è caduta sul sistema adottato dalla X5, con l’apertura divisa in un portello superiore e in una ribaltina nella parte bassa. Una soluzione che a me piace per appoggiare i bagagli prima di pensare come distribuirli al meglio, ma che limita però la possibilità di spingersi all’interno del bagagliaio, profondo come un Sasso di Matera. Per allungarmi posso però sedermi o salire sulla ribaltina che regge tranquillamente il mio peso, o ricorrere ai due pulsantini presenti sul bordo della ribaltina, uno per abbassare le sospensioni posteriori di 40 millimetri, e l’altro per aprire e chiudere la ribaltina e avvicinarmi ai bagagli più lontani. I tasti di chiusura posti sul portellone provvedono anche a richiudere la ribaltina. Anche in configurazione sette (sei) posti il bagagliaio offre 326 litri di spazio utile, che diventano 750 se si viaggia in cinque (o quattro…).

EPPUR SI MUOVE Gigantesca sì, ma al volante le sue dimensioni si snelliscono subito. 13 metri di diametro di sterzata non sono pochi, ma in manovra, anche nei cortili stretti della redazione, sembrano meno. La ottima percezione degli ingombri credo sia la magia della BMW X7, è uno dei trucchi che fa sentire subito a casa e mai in imbarazzo anche quando si deve muovere il giga paguro in strade strette. Alla percezione fisica si aggiunge il sistema perimetrale di telecamere da fare invidia a un caveau che rende sullo schermo centrale una visione a 360° oppure un dettaglio di uno dei quattro lati della X7.

BMW X7, il pomello del cambio in vetro

CENTRO BENESSERE La facilità con cui si muove in spazi ristretti per i quali la BMW X7 non è pensata fa parte del pacchetto che offre in termini di comfort. La X7 è una della auto più confortevoli che mi sia capitato di provare. Sensazione di benessere che mi fa passare in secondo piano la necessità di cercare un posteggio per un vascello da 515 centimetri di lunghezza arrivato a destinazione. È comoda nei sedili e negli spazi, ovviamente, con un abitacolo reso ancora più luminoso dal tetto panoramico di serie diviso in tre parti, di cui la prima apribile, disponibile optional (950€) anche nella versione Sky Lounge, illuminato da più di 15.000 punti luminosi.

ALLA GUIDA Il comfort acustico è fatto da un eccellente isolamento dell’abitacolo e dalla quasi totale assenza di fruscii aerodinamici anche a velocità elevata, ma anche dal morbido ronfare del suo sei cilindri tremila da 265 cavalli. Morbido nel rombo, terapeutico per i miei timpani, e morbido e potente nella guida, con 620 Nm tra 2.000 e 2.500 giri ben sfruttati dal cambio Steptronic a otto marce, con le ottime logiche di funzionamento in cui BMW eccelle da sempre. Motore morbido ma potente, tanto che la corazzata Potemkin di Monaco accelera da 0 a 100 in soli 7 secondi e raggiunge i 227 km/h, numeri da sportiva leggera non da monolocale da 24 quintali abbondanti. Il sei cilindri morbidone porta in serbo anche un’altra piacevole sorpresa, consumi più contenuti di quanto sia lecito aspettarsi da tanta roba su quattro ruote: nella mia prova tra città, autostrada e strade di collina in stile veloce senza sprechi sono stato tranquillamente sopra i 10 km/litro, ma chi è meno veloce può senza problemi stare tra gli 11 e i 12 km/litro.

SEMPRE IN PRESA L’altra faccia del comfort e del piacere di guidare una BMW X7 xDrive 30d si trova nella sua trazione e nel suo telaio. La trazione Xdrive non serve soltanto per arrampicarsi su terreni scivolosi, ma è parte attiva della facilità di guida della X7, dosando la coppia sui due assi in funzione anche della dinamica di marcia. Riesce a inviare tutta la potenza anche al solo asse posteriore, per ridurre i consumi, ma è sempre vigile per aiutare la Potemkin bavarese a muoversi tra le curve con leggerezza inaspettata.

BMW X7, così grande eppure così agile

UP AND DOWN Parte attiva del telaio della BMW X7 sono anche le sue sospensioni pneumatiche Adaptive Suspension di serie con un compressore dedicato per ogni ruota. Offrono un assetto morbido che piacerà sicuramente agli americani, e che piace anche a me per la sua capacità di levigare anche i pavè più ostici, e una modalità Sport che cambia in maniera sensibile la reazione sulle sconnessioni, fino a fare oscillare il ponte di comando come in balìa di una tempesta sulle strade sconnesse come quelle appenniniche. La modalità Sport abbassa l’assetto di 20 millimetri (come capita automaticamente dopo i 138 km/h), così come la modalità Offroad lo può sollevare fino a 40mm.

STERZO AL QUADRATO Il telaio nasconde un’altra magia tecnologica: l’Integral Active Steering. Le quattro ruote sterzanti sono il trucco che rende la BMW X7 sorprendentemente agile in rapporto alla stazza. Accorciano i 515 centimetri in città e in manovra e la aiutano a curvare quando la velocità aumenta, rendendo la guida particolarmente piacevole e anche divertente se si tiene conto del baricentro alto e della massa.

E LUCE FU Al comfort nella guida notturna contribuiscono anche i fari full LED a matrice attiva Laserlight: la differenza si vede sugli abbaglianti e mi rendo conto della potenza del laser quando mi trovo su strade fuori città, con gli abbaglianti laser che illuminano così lontano (fino a 600 metri, il doppio rispetto ad abbaglianti LED) da far sembrare i cartelli stradali illuminati auto con i fari accesi. Essendo un optional da 1.800 euro, valutate bene il vostro visus e quante strade frequentate adatta ad apprezzare le Laserlight.

CHE BELLA SORPRESA Ho affrontato con la BMW X7 uno dei viaggi più noiosi che spesso mi capita di affrontare, in cui più o meno sempre, prima di raggiungere la metà del viaggio, a meno di 200 km dalla partenza inizio a sognare il teletrasporto. Raramente mi è capitato di offrirmi volontario per sciropparmi due fine settimana di seguito questi noiosissimi 800 chilometri tra andata e ritorno. Malefici ingegneri di Monaco, sono riusciti a rendere divertente anche un’auto con l’ingombro di un rimorchiatore. Il prezzo di partenza per la BMW X7 30d xDrive sfiora i sei digit, 94.900 euro, ma la dotazione di serie offre già quasi tutto il meglio del listino BMW.


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