Autore:
Massimo Grassi

I SOGNI SON DESIDERI… Avete presente quando c’è quella ragazza che vi piace. Quella che rapisce ogni vostro sguardo? Quella che, quando finalmente riuscite a trovare il coraggio per dichiararvi, vi fa perdere anni e anni di vita mentre sta per pronunciare la risposta. Quella che, quando finalmente la baciate, vi porta tra le nuvole e voi non vorreste mai scendere? Avete presente? Ok. Per me quella ragazza si chiama Ford Focus RS. Sono esagerato? Pensate che sia il solito giornalista fazioso, incapace per natura di dire qualcosa di male circa un’auto che ha provato? Facciamo così, seguitemi in questa prova e vediamo cosa ne viene fuori.

PEDIGREE DI TUTTO RISPETTO In molti hanno definito la Ford Focus RS come la sportiva compatta definitiva. Quella che si lascia dietro nomi anche ben più altisonanti. Son tutti fuori di testa oppure c’è qualcosa di vero? Lasciatemi iniziare col leggervi la carta d’identità della Focus più cattiva della storia: motore 2.3 Ecoboost da 350 cv. Esatto, lo stesso propulsore che muove la nuova Ford Mustang, ma con ben 30 cv in più. Poi: 440 Nm di coppia già a 2.000 giri e che, grazie alla funzione overboost, possono diventare 470 per circa 15 secondi. E ancora: 4 ruote motrici (era dalla metà degli anni ’90 che una Ford sportiva non adottava uno schema del genere) e (ciliegina sulla torta) cambio manuale. Per finire, coperti da cerchi in lega da 19”, ci sono 4 dischi con pinze firmate Brembo. E poi? E poi c’è l’estetica. Si, anche l’occhio vuole la sua parte.

L’ABITO GIUSTO Se anche non sapessi che sotto questa carrozzeria blu puffo (che forse ai più non piacerà, ma a me fa impazzire) si nascondono 350 cv, lo potrei intuire dalle forme di questa Focus RS. Frontale che sembra una bocca aperta in piena fame d’aria, badge RS, cerchi con disegno specifico, alettone, appendici aerodinamiche messe qua e là… il tutto però senza chissà quale esagerazione. Certo, mentre ero in città più e più occhi mi hanno fissato, ma nessuno aveva l’espressione da “Ma tornatene in Fast & Furious”.

GUARDA CHE ATMOSFERA A far da eco alla cattiveria della carrozzeria della Ford Focus RS ci pensa l’abitacolo che mi accoglie con sedili avvolgenti firmati Recaro. Belli e comodi, peccato però che non siano regolabili in altezza e che la seduta sia un po’ troppo in alto per un’auto del genere. Davanti a me un bel volante in pelle e dietro di lui la classica strumentazione della Focus, con però il fondoscala del tachimetro che riporta il numero 300. Godo. Per il resto c’è da dire che la caratterizzazione estetica non è così estrema e, ammetto, la mia anima tamarra avrebbe preferito qualche orpello in più. Poi, finalmente, premo il pulsante dell’accensione e mi dimentico tutto.

GROARRRRR Il 4 cilindri mi saluta con un bel rombo pieno e che mi invita a ingranare la prima e dare il via. Naturalmente non mi faccio pregare ma, prima di partire, premo il magico pulsantino sul tunnel centrale e seleziono la modalità Sport. Che oggi di Normal non ne voglio sapere. Ok, avrei preferito una più comoda rotellina per cambiare le modalità di guida: sarebbe stato più d’effetto e anche molto più comodo. Quel che conta però è il risultato: spingo fino al limitatore e dagli scarichi mi arriva un scoppiettio che mi rende felice. Picchio sul gas e il rettilineo finisce in un amen. Prima variante: lo sterzo è direttissimo e la Focus RS si beve via il cambio di direzione senza alcun problema, incollata a terra e precisa come un orologiaio svizzero. Quando serve poi posso contare su un impianto frenante potente e ben modulabile.

FARE SUL SERIO I primi giri vanno via tranquilli ed è arrivato il momento di fare sul serio il che, nel linguaggio della Ford Focus RS, significa modalità Pista. L’assetto, fino a prima mai troppo estremo, si irrigidisce del 40% e l’auto diventa ancora più cattiva. L’elettronica mi lascia più libero, il controllo di stabilità mi permette di giocare di più e schizzo via velocissimo. Si avverte un leggero sottosterzo in curva, ma nulla di eccessivamente penalizzante.

LUNA PARK! Snocciolo marce come fossero Ave Maria in un rosario, scalando e salendo con la leva del cambio sufficientemente corta e con innesti precisi ma (per il tipo di auto che mi ritrovo in mano) forse uno zic troppo lunghi. Nulla che mi possa togliere il sorriso che ho da quando ho acceso l'auto. Gira che ti rigira ci prendo sempre più gusto e la Focus RS risponde sempre prontamente a ogni mio comando. Me la sento cucita addosso come un abito di alta sartoria. È la mia miglior amica e non tradisce mai. Anzi, ha in serbo anche un altro regalo per me. Mi fermo in uno spiazzo, seleziono la modalità Drift Mode e… fumo a volontà! Fino al 70% della coppia viene trasferita all’asse posteriore, lo sterzo si alleggerisce, le ruote pattinano che è un piacere e non devo avere il manico di Ken Block per produrmi in drift spettacolari. Erano aaaaaanni che non mi divertivo così (cit.)

FINALE CON SORPRESA Fa caldo e inizio a sentire la stanchezza. Magari faccio una sosta ai box e mi riposo un po’… e faccio riposare anche la mia compagna di divertimento, anche se non mostra alcun segno di stanchezza. Giretto per lasciar raffreddare i freni ed entro nella corsia dei box. Sono soddisfatto, ho guidato alla grande e la Ford Focus RS mi è piaciuta. Penso di aver terminato la mia giornata a Monza. Ma il destino beffardo ha in serbo per me una sorpresa che ha le forme di un simpatico signore in camicia che mi aspetta sulla pit-lane. L’apparenza inganna, come ho imparato durante i folli giri che potete vedere nel video qui sotto. Enjoy!

 


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