IL KIRGHIZISTAN
Arriva il giorno previsto per l'uscita dalla Cina, e dopo aver salutato le nostre guide, visibilmente emozionate,ai quasi 4000 metri del Passo Torugart, entriamo nella prima delle repubbliche dell'ex Urss, formatesi nel '91: il Kirghizistan.Portiamo indietro gli orologi per la prima volta. In Cina, infatti, per semplificare le cose hanno lo stesso fuso orario, perciò quando a Pechino sono le sette di sera c'è il sole, mentre a Kashgar è buio. IlKirghizistan è un paese meraviglioso e pieno di bellezze naturali.Montagne, laghi, torrenti, immense pianure ad alta quota, nomadi a cavallo, mandrie che pascolano senza confini, famiglie che vivono nelle affascinanti Yurte, scorrono ai lati di sterrati che fanno la gioia sia di chi guida, sia delle nostre GS che si trovano nel loro ambiente naturale. Questa moto non finira' mai di stupirmi.

DAL KAZAKISTAN ALL'UZBEKISTAN Da questo paese, la cui altitudine media è dicirca 2700 mt, scendiamo in Kazakistan e da lì entriamo finalmente in Uzbekistan, deviazione dovuta dal fatto che le frontiere tra Kazakistan ed Uzbekistan sono state chiuse a causa della fuga di circa 500 reclusi del carcere di Andijan, e per le sommosse popolari nella sempre ribelle valle di Fergana, che hanno portato a presidiare militarmente la zona. Samarcanda, Bukhara e Khiva ci mostrano ancora una volta le loro bellezze architettoniche, che anche se rifatte di recente,  sono sempre notevoli e ci riportano ai tempi in cui le carovane sostavano in queste oasi.


IL TURKMENISTAN
Il tempo che passa velocemente c'impedisce la visita al lago di Aral, e quindi entriamo in Turkmenistan, senza aver visto il disastro ambientale, causato dall'aver deviato i fiumi per irrigare le zone destinate alla coltivazione di cotone, con il risultato che il lago è praticamente prosciugato. Il Turkmenistan ci riserva parecchie sorprese e la traversata in notturna, con sosta a Dervaza, del deserto del Karakum, con i crateri di gas che illuminavano la notte, resta per noi un ricordo indelebile, sottolineato dall'accoglienza di Luigi Fontanabona, un italiano che gestisce l'albergo Nissa ad Ashgabat. Appena ci vede comincia ad affettare prosciutto crudo con schiacciata calda, fettuccine fatte a mano con ragù ricoperte di parmigiano, tortelli allo speck, ravioloni con spinaci e ricotta, tagliata di manzo con patate fritte e scaloppine al limone, formaggi e tiramisu', il tutto bevendo Gutturnio fresco e Chianti, con tanto di grappe finali che ci fanno sentire come a casa. Altro lato positivo il prezzo della benzina, che è di circa 1$ per 55 litri.


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