Autore:
M.A. Corniche

COM’E’ Moda, economia, autonomia, prestazioni… ormai i motori a gasolio la fanno da padroni e anche la Mini si adegua. Alla Mini dell’ultima generazione non può mancare un cuore a gasolio et voilà, ecco la Mini One D. Una Mini One, con qualche piccola modifica estetico-funzionale, appena percettibile: fascioni neri sottoporta, spoilerino alla base del paraurti per tenere a bada i fumi del gasolio e bocca di aerazione più grande nel paraurti anteriore. E ovviamente la D sul bagagliaio.

YARIS NEL CUORE Sotto il cofano, invece, pulsa un cuore giapponese, il quattro cilindri 1364cc della Toyota Yaris. Una garanzia in termini di qualità e di affidabilità. Non un mostro in tema di prestazioni: 75cv (55kW) e 180Nm di coppia massima a 2000 giri (10Nm in più della Yaris). A differenza della Yaris, poi, la Mini adotta un cambio a sei marce come la Mini Cooper S.

CARUCCIA Due le versioni disponibili: Mini One D, con 4 airbag, Abs+Ebd+Cbc, Asc+T (controllo di stabilità e trazione), climatizzatore manuale, sedile guida regolabile in altezza, RPA (controllo continuo della pressione dei pneumatici), predisposizione radio con 6 altoparlanti, e Mini One D de luxe, che aggiunge volante rivestito in pelle, radio Boost con cassette, fendinebbia, cromature esterne e cerchi in lega da 15 pollici. I prezzi: 17.450 e 18.350 Euro, più o meno 5 mila Euro in più della cugina giapponese.

COME VA Esattamente uguale alle altre Mini, la One D ne mantiene pregi e difetti: stile inconfondibile e sapore trendy, abitacolo 2+2, sedili senza memoria e feeling di guida da kart, con assetto pronto e freni ben dimensionati. Il nuovo elemento, il motore diesel Toyota, si fa sentire poco all’interno dell’abitacolo e anche all’esterno.

VERY SOFT Ha un rumore molto discreto, sembra ben filtrato dall’insonorizzazione ma anche poco rumoroso all’origine. Oltre che un rumore modestissimo, trasmette anche pochissime vibrazioni all’interno dell’abitacolo: davvero non sembra che la One D faccia il pieno di gasolio, sembra un motore a benzina un poco rumoroso.

BIANCHETTO Che sia un diesel lo si capisce subito dalla scala del contagiri e dalla sottile fetta del quadrante in cui il motore spinge con soddisfazione: meglio che l’ago del contagiri rimanga tra 2000 e 3500 giri per muoversi agilmente. Sotto i 2000 giri il quattro cilindri è assai pigro e sopra i 3500 praticamente sviene, con le tacche oltre i 4000 giri che si potrebbero tranquillamente sbianchettare, visto che l’ago non le raggiunge mai.

SEI MARCE Intelligente la scelta di abbinare al nuovo motore il cambio a sei marce che consente di sfruttare al meglio il regime ottimale di funzionamento, smanettando con la leva del cambio (sufficientemente veloce e preciso). Lavorio che, abbinato al carattere kartistico della Mini, può risultare anche piacevolmente sportivo.

PENSIERINO Sicuramente, se amate la velocità, non è l’auto che fa per voi. Se non amate molto la categoria dei benzinai, invece, vale la pena prenderla in considerazione: il consumo medio dichiarato è di circa 20 km/litro. Vale la pena di credere alla scheda tecnica: nella nostra prova di poco meno di 200 chilometri, un po’ cittadina e un po’ in statale a velocità ridotta, l’ago si è appena mosso dalla tacca del pieno. Anche i piedi veloci sembra riescano a percorrere più di 800 chilometri con un pieno (il serbatoio contiene 50 litri).


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