Autore:
Giulio Scrinzi

TUTTO INUTILE Nel tentativo di livellare le prestazioni tra i vari team partecipanti nel Mondiale Superbike, l'anno scorso Dorna aveva annunciato la controversa regola della griglia invertita, con la quale il vincitore di Gara 1 si sarebbe ritrovato in terza fila. Nonostante ciò, in questa stagione Jonathan Rea e la Kawasaki, i bersagli privilegiati di questa trovata, hanno dimostrato di essere capaci di oltrepassare agilmente questo svantaggio, sorpassando tutti i propri avversari e riprendendo la leadership semplicemente in un giro e mezzo di fuoco e fiamme.

REGOLAMENTO 2018 Visto com'è andato l'attuale Campionato, con il Cannibale capace di firmare il suo terzo alloro iridato già nel round di Magny-Cours, la Dorna ha voluto quindi correre ai ripari, delineando quello che sarà il Regolamento della prossima stagione. Un 2018 in cui le limitazioni saranno ancora più imponenti, atte a voler limitare, di fatto, l'impegno delle Case ufficiali nel Mondiale delle derivate dalla serie. Lo scopo? Sempre lo stesso: dare la possibilità anche ai team minori di imporsi nelle posizioni che contano, evitando allo stesso tempo che le solite due case, Kawasaki e Ducati, dominino la scena in lungo e in largo.

PARTI IN CONCESSIONE Ma quali sono queste limitazioni contenute nel Regolamento 2018? Iniziamo dalle cosiddette “parti in concessione”, una lista di otto componenti motore che ogni Costruttore deve rendere disponibile ai team privati in modo da potenziare le proprie moto cercando di livellarle a quelle dei top team, le quali, quindi, rimarranno bloccate nello sviluppo. Quali saranno queste parti? Molle valvola, albero a camme, catena di distribuzione e tanto altro.

PARTI APPROVATE Le altre limitazioni, invece, sono chiamate “parti approvate” e sono essenzialmente dei pezzi della ciclistica che ogni Costruttore metterà in vendita per le squadre private, in un arco di tempo limitato e sotto il controllo del direttore tecnico del Mondiale Superbike. In questo modo, la disparità con le moto ufficiali non si assottiglierà solamente per quanto riguarda il motore, ma anche per sospensioni, forcellone e tutte le parti della ciclistica.

CONCESSION POINTS Ma come verranno stabiliti modi e tempistiche attraverso i quali i reparti corse privati potranno usufruire di questi vantaggi a discapito dei team ufficiali? Semplicemente attraverso dei punti “concessione” attribuiti a tutti i piloti, ma solamente nelle gare asciutte: tre punti al primo classificato, due al secondo e uno al terzo. Quando una delle squadre avrà accumulato 9 o più punti in meno rispetto a quella con più punti, allora il team in svantaggio potrà accedere alle parti per potenziare la propria moto. Nei primi tre round, però, non saranno concessi aggiornamenti tecnici.

ALGORITMO E LIMITATORE DI GIRI Infine, con l'intento di mettere ancora di più il bastone tra le ruote alle moto più competitive in griglia, verrà adottato un algoritmo da installare su tutte le centraline, che prenderà in esame diversi parametri allo scopo di stabilire quale due ruote sarà più potente rispetto ad un'altra. Alcuni di questi sono i tempi sul giro di ciascun pilota, le velocità massime, i risultati in ciascuna gara, il trend delle performance nei vari round e... l'impatto del limitatore di giri utilizzato. Sì, perchè dalla prima gara del 2018 saranno rivisti anche i valori massimi di questo dispositivo: l'Aprilia murerà a 14.700 giri, lo stesso valore di BMW, MV Agusta, Suzuki e Yamaha, mentre Ducati avrà il suo limite a 12.400 giri, Honda a 14.300 giri e Kawasaki a 14.100 giri. Una cosa è certa: l'anno prossimo ne vedremo delle belle, soprattutto a gestire una situazione complessa come questa!


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