Autore:
Giulio Scrinzi

TRENTANOVE PRIMAVERE In tanti lo davano per finito, ma a 39 anni sta dimostrando proprio il contrario: nonostante la sua non più giovane età, Valentino Rossi sembra avere la stessa grinta di quando ha iniziato a correre nel Motomondiale, nel quale proseguirà i propri impegni agonistici in sella alla sua Yamaha fino al 2020. Il Dottore, inoltre, ha subito confermato il suo ottimo stato di forma nel round d’esordio della stagione 2018: in Qatar, infatti, ha portato a casa un prezioso terzo posto, in scia agli irreprensibili Andrea Dovizioso e Marc Marquez.

VOGLIO RIMANERE AL TOP Insomma, Rossi sta dimostrando che anche a 39 anni, in MotoGP, si può competere ancora ad alto livello. La sua motivazione? L’ha espressa in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, affermando che “rimanere al top mi carica moltissimo: è il primo obiettivo sul come vorrei finire la carriera, arrivando cioè alle gare con ancora l'idea di vincere o di lottare per il podio. Nel mio sport ciò che perdi invecchiando è soprattutto la motivazione: c'è anche un problema fisico, perchè perdi un po' di prestazioni e ti devi allenare di più, ma se hai ancora voglia, la possibilità di primeggiare rimane”.

VERSO IL DECIMO TITOLO In seguito Valentino ha parlato dell’obiettivo che vuole raggiungere da qui al 2020: centrare quel decimo iride che manca nelle sue bacheche dalla sua ultima impresa targata 2009. “Sarebbe bello, mi piacerebbe e per riuscirci dobbiamo risolvere i problemi di elettronica della nostra Yamaha, che ancora consuma troppo la gomma posteriore. Sono fiducioso di poter fare di più e di potermela giocare, perché ora sono sicuramente più forte che in passato”.

LE CRITICHE NON MI INTERESSANO Nell’ultima parte dell’intervista Rossi ha infine analizzato un aspetto che lo ha riguardato di recente: se alcuni suoi fan sono stati contenti della sua decisione di continuare a correre, altri lo hanno criticato di non aver avuto il buonsenso di chiudere definitivamente la sua carriera. Questi commenti negativi, però, sembrano non aver scalfito lo spirito del nove volte Campione del Mondo: “Secondo me dà più gusto ed è più facile dire che uno è finito, invece di riconoscere come abbia le palle e sia ancora lì per provarci. Ci sono due tipi di persone: quelli che apprezzano se un altro è un grande, e godono un po' anche loro. E quelli invidiosi, che riflettono la propria piccolezza sugli altri. In Italia va di moda seguire quest’ultima tendenza”.


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