Autore:
Giulio Scrinzi

UNO CONTRO L’ALTRO… La stagione 2017 di Andrea Iannone non è stata delle più positive: il suo miglior piazzamento è stato un quarto posto a Motegi, reso opaco da una serie di ritiri e prestazioni sotto tono che hanno evidenziato lo scarso feeling di “The Maniac” con la sua Suzuki GSX-RR. Una sensazione già sottolineata a Campionato in corso da Kevin Schwantz, uomo immagine della Casa di Hamamatsu che aveva così giudicato il rendimento del pilota di Vasto: “Se non se la sente di rischiare dovrebbe andare a girare in go kart. Andrea doveva formare la spina dorsale della squadra ma invece non ha fatto nulla. Di solito i giapponesi si scusano se i risultati non arrivano, mentre da parte sua non ha detto niente...”.

DI NUOVO In risposta a queste accuse Iannone aveva affermato che “ho sempre avuto un buon rapporto con Kevin e mi dispiace che abbia detto queste cose ai giornalisti piuttosto che a me in persona”. Un brutto colpo per il pilota di Vasto, al quale se ne aggiunge uno ancora più pesante. In questi giorni, infatti, Schwantz ha rincarato la dose, sottolineando il fatto che Andrea “non ha dato il 100% nel 2017, il che è inaccettabile! Come pilota di punta bisogna sempre dare il massimo, in modo da fornire le informazioni che servono ai tecnici per migliorare la moto. A questo punto penso che la Suzuki dovrebbe cercare un’altra prima guida...”.


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